Casa Ezekiel è una casa come molte altre, o quasi.
Puoi curiosare tra gli argomenti personali, di lavoro (web e dintorni) e sulla comunicazione.
Attenzione. Il contenuto di questo sito è totalmente frutto di fantasia.
Come la nostra vita, d'altronde.
25.12.03
people I love
Ore 1:18 notte di natale. Le due donne più importanti della mia vita (la mamma è sempre la mamma: fuori concorso) non si sono mai incontrate.
E' loro che mi vengono in mente ora.
Si sono sfiorate, questo sì, si sono avvicendate come se fossero d'accordo, come un tocco da lontano che fa capire che è il tuo turno, l'ora di entrare luminosamente in gioco.
Non è stato un caso che proprio quel giorno io abbia sognato tutto questo, come un messaggio nella bottiglia della mia anima.
Una è stata da sempre per me il simbolo della famiglia, il Natale per me era lei.
L'altra vorrei che fosse la mia famiglia.
Una forte, caparbia, prudente; l'altra fragile, intelligente, vitale.
Una la protezione, l'altra colei da proteggere.
Una tutto l'amore che ho ricevuto, l'altra tutto l'amore che ho da dare.
Le due donne più importanti della mia vita non si incontreranno mai... o forse no, basta guardare attentamente nei miei occhi per trovare una scintilla fluorescente.
Una non riuscirò a vederla più, l'altra ogni volta che la guardo sono ancora quasi incredulo.
E' passato del tempo e ancora sono stupito.
Perchè adoro quando supera mille ostacoli per raggiungermi in motorino, adoro quando ha freddo appena uscita dalla vasca, adoro quando spacca il capello in quattro, adoro quando si arrabbia e si strofina il viso come una gatta, adoro il profumo della sua pelle, adoro la voglia irresistibile di parlare con lei dell'ultima notizia fino a notte fonda e adoro quando all'improvviso si commuove davanti a un film.
E ringrazio chi fino ad oggi si è occupato di lei, coloro che gli hanno voluto bene e l'hanno accudita e conservata con affetto.
Perchè è come se l'avessero fatto con me.
Ma ora arriva il momento per me di occuparmi di lei, di vivere l'amore, di essere uniti e ironici come in una commedia di billy wilder, tutta la vita se non ha nulla in contrario.
E se mi domandi perchè, rispondo: non è che mi senta solo, e non c'entra il fatto che sia Natale.
"Quando vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il prima possibile"
In questa notte penso anche ai miei amici più cari, che purtroppo annaffio così poco ma che sono sempre forti e rigogliosi.
Sono le piante grasse del mio giardino degli affetti.
Sarà per alcuni il conoscersi da così tanto tempo che sai proprio tutto.
E per altri conoscersi da così poco che hai capito tutto.
Quando stai davvero male e ti chiudi nel guscio e ti isoli e te li ritrovi un giorno tutti a casa tua pensi che ci sia una sorta di telepatia tra voi.
Uno stato di grazia per cui basta una parola per capirsi, un attimo per ritrovarsi.
Non serve la fugacità: il fiore muore presto, ma il cactus continua ad esistere.
E io pecco spesso nel non farmi troppo vivo, forse temendo di disturbare questo equilibrio, forse paradossalmente per troppo affetto.
Ma hanno sempre un posto nel mio cuore.
Alcuni li ho visti, altri no, in ogni caso Buon Natale amici miei.
posted by Ezekiel [ ]
22.12.03
"Il Viaggiatore" (Rete4) ha i suoi obbbbiettivi
Sorprende sempre quanto gli "operatori della comunicazione" in Italia siano ignoranti, d'altro canto la consapevolezza di come raggiungono generalmente determinate (ambitissime) posizioni attenua di molto lo stupore.Questa trasmissione (davvero trash anni '90) è un gioco per vippini (i classici della scuderia mediaset) che vengono spediti in viaggio intorno al mondo per raggiungere determinati obiettivi.
Proprio qui casca l'asino.
La tv si riempie improvvisamente di schermate con l'indicazione: obbiettivi.
Sconfortato, scartata l'ipotesi della retina lucarellizzata, penso si tratti di banale errore passeggero.
Nulla di grave, immagino, distrazione causa stress.
Ma all'ennesima schermata fitta di obbiettivi consecutivi inizio a realizzare che gli autori del programma (o chi per loro) sono convinti si scriva proprio così!
Mi desto (ormai dovreste saperlo in quali condizoni soporifere celebro il trash in tv) e guardo meglio il conduttore: un opulento ragazzotto stile zona Cassia di Roma, con camicia bianca-quadrettata e colletto alto 60cm.
Ecco, una spiegazione potrebbe esserci...
Intendiamoci bene: obbiettivo non è errore.
Forse non lo è mai stato: basta controllare su un qualsiasi vocabolario.
Per me invece è sempre stato uno dei segnali indicatori della conoscenza dell'uso elegante dell'italiano da parte di una persona.
Si perchè un conto è usare correttamente la lingua un altro è saperla usare elegantemente.
Chi ha imparato a usare l'italiano efficacemente, anche in maniera non eccelsa per carità, non ha mai scritto obbiettivo.
Come non scriverà mai obbiezione (anch'esso formalmente corretto).
A pensarci bene nessuno che abbia avuto almeno una media educazione di base scrive di solito obbiettivo, al limite qualche meccanico in borgata poco avveduto, perchè a scuola (a meno che non siano cambiati i programmi con la supermanager Moratti...) si insegna normalmente a scriverlo così (e c'è un motivo).
In altri termini, anche conciossiacosachè fa parte regolarmente del vocabolario eppure troverei abbastanza bizzarro (e ributtante) che qualcuno riesca a usarlo in italiano corrente, meno che mai un "comunicatore", al punto che a un poeta di duecento anni fa bastò un tale incipit per gettare dalla finestra un libro; figuriamoci oggi, l'epoca dei messaggini sui telefonini.
Però non bisogna essere pignoli a tutti i costi: nel corso di una riunione l'obbiettivo del direttore del marketing passa in secondo piano, nemmeno ci fai caso.
Ma da parte di autori di un programma tv, da parte di chi quindi ritiene di fare comunicazione in Italia (in italiano) e di venderla per giunta, e protesta vivamente se invitato a rispettare la legge sgomberando una frequenza tv nazionale, è un errore marchiano.
Peggiorato dal fatto che la relazione del direttore del marketing, stilata in poco tempo, prima della presentazione sarà vista al massimo dalla segretaria (la figura di solito di gran lunga più colta in un'azienda, grazie alla quale il 98% delle cazzate vengono evitate) mentre un programma tv viene pianificato per mesi e visionato prima da decine di persone: nessuno che abbia notato quell'obbiettivo?
Sarebbe inutile dilungarsi sulla spiegazione "tecnica" dell'ineleganza, basta riferirsi alla sintesi dell'accademia della crusca (è una delle faq...).
Non conoscono neanche in parte il latino questi autori tv?
Non sanno nemmeno usare il vocabolario? E' indicata all'inizio la forma di provenienza...
O forse intendevano smuovere le acque limacciose dell'italiano moderno con una obbiezione?
Se è una operazione da ribelli della linguistica o in stile futurista, che è tornato tanto di moda (chissà perchè...), tanto di cappello al nuovo indirizzo culturale di Rete4.
posted by Ezekiel [ ]
19.12.03
vedo lucarelli (ovunque)
Io non capisco, ci deve essere qualcosa che non va nella mia retina perchè riesco a vedere selvaggia lucarelli in tutti i miei programmi televisivi trash preferiti.E' come un'ossessione, al punto che tutte le mattine mentre recito allo specchio il rituale "hei! stai dicendo a me??... stai dicendo a me!... qui intorno non c'è nessuno..." mi giro e vedo lei seduta sorridente col suo tipico candy-candy-a-torre-angela-look che mi dice "no, sta dicendo a me...".
E' frustrante quando anche le tue personali nevrosi iniziano ad avere opinionisti fissi (soprattutto di quelli con stivali a mezza coscia).
Ed io anestetizzato sul divano percepisco la sua presenza da Vespa, dove motteggia con Mastella, poi come opinionista all'Isola dei Famosi accanto a Platinette e a I Solati vicino a Eva Henger, la giornalista a Quelli Che il Calcio e la scrittrice in quel programma notturno di Gene Gnocchi, di cui se mi ricordassi il nome sarei nominato Boncompagni ad honorem, e persino l'ospite a sorpresa in Casa Pappalardo (un format che fa impallidire le profezie di Nostradamus) teneramente a cena con tal Laerte Pappalardo...! (n.b.: la di lui visita dei 3 giorni deve essere stata un inferno), manca solo Marzullo (ma manca davvero???)...
Mi sto tenendo stretti i vhs degli show di Richard Benson temendo che la sua immagine vi rimanga impressa, per intercessione della madonnina di Civitavecchia sua patrona, ed evito ormai del tutto di guardare il programma notturno di Massimo Marino, non si sa mai...
posted by Ezekiel [ ]
a metà
Stamattina mi sono svegliato ed ero a metà...Non nel senso di piegato in due, proprio metà!
La mia parte sinistra non c'è più!!
Ho un occhio, una gamba, un braccio, mezzo naso, mezzo tutto....
Sì lo so che sembra assurdo ma è proprio così, sto scrivendo con una sola mano.
Tra l'altro ho anche mezzo cervello per cui temo che l'emisfero dedicato alla creatività non ci sia più.
Ho la metà dei ricordi.
E non ho più il cuore.
Non è stato facile alzarsi dal letto e saltellare in cucina.
Beh più che altro non è stato facile riprendersi dallo shock: provate voi a risvegliarvi a metà.
Comunque con un pò di fatica ce l'ho fatta e ho consultato un medico: mi ha detto che la medicina non può fare nulla e che non aveva mai visto una cosa del genere.
Ha detto che forse si potrebbe mettere una protesi.
Ma come?! Io voglio la mia metà originale, non delle imitazioni, no non se ne fa nulla.
Sto cercando di abituarmi e pensare a come condurre la mia nuova vita.
Parlerò a mezza bocca e piangerò con un occhio solo.
Se fumassi fumerei di lato come Humphrey Bogart.
In compenso mi cederanno il posto sull'autobus ("mi faccia sedere non vede che sono a metà??").
Ora che ci penso io non prendo l'autobus.
Almeno pagherò biglietto ridotto al cinema e spenderò la metà in deodorante (e per fortuna che esistono gli zaini monospalla).
Mi manca la mia metà sinistra, non si può vivere da metà destra, è impossibile, dopotutto siamo stati fatti per essere un tutt'uno.
posted by Ezekiel [ ]
16.12.03
stand by, me.
Un pò di tempo ormai che dormo sul divano, arrotolato come un gatto che aspetta il ritorno a casa di qualcuno.Proprio non ci riesco a dormire nel letto...
Troppo freddo.
E poi lì accanto ho il camino che mi fa compagnia.
Ormai mi sveglio sempre alle 6 am, con la tv accesa, sprofondato nei cuscini, la luna all'orizzonte e il piatto ornato di nutella.
A volte vado a letto prima e ri-dormo, come se vivessi due vite.
O volessi viverne un'altra.
posted by Ezekiel [ ]
4.12.03
ESOPO 2003
Marta è una ragazza che è sempre stata a dieta.Una dieta ferrea, meticolosa ma benefica per la sua salute.
Tutto iniziò tanto tempo fa, nel modo traumatico in cui accadono questo genere di cose.
Un giorno, a causa di inevitabili fattori esterni, il suo organismo cominciò a funzionare in maniera bizzarra.
Marta si convinse di non essere come tutte le altre e inevitabilmente si impose la dieta, l'unica cosa che poteva continuare a farla essere quella che credeva di non essere più.
Era una dieta terribile, ogni alimento, ogni elemento della natura era etichettato col numero delle sue calorie: aria 0,0001, pane 150, insalata 50, moscerino ingoiato per caso in motorino 5.
La somma giornaliera non poteva superare 1000 e Marta all'inizio era terrorizzata ed era attentissima a quello che gli accadeva intorno.
Col passare del tempo la dieta sembrava funzionare, le sembrava di avere tutto quello che avevano le altre ragazze, e man mano che andava avanti perfezionava il programma di alimentazione ideale giornaliero.
Ore 7, sveglia.
Respirati 2 metri cubi di aria (0,002) con 600 particelle di polvere (0,0045).
Ore 7,22, colazione con pane non lievitato e spremuta di arancia (187,62)
Ore 8, bicchiere d'acqua (0,01)
(...)
Ma giorno dopo giorno Marta sentiva la mancanza di qualcos'altro.
D'altronde - pensava - non si può vivere tutta la vita senza aver conosciuto il sapore della nutella.
Era una spinta naturale, incontrollabile: e se il buon Iddio aveva creato lo zucchero ci sarà stato pur un buon motivo!
Così Marta iniziò a comprare alimenti proibiti e a nasconderli.
Ogni tanto, di notte, di soppiatto, il suo volto si illuminava davanti al frigo aperto, le sue dita si sporcavano di coppa malù o di saporito formaggio in un'estasi di gusto.
Era sbagliato, tanto sbagliato - pensava - ho tradito il programma, ma come potrei sopravvivere senza?
In fondo lo fanno tutti, è normale, e questo comunque non significherà mai l'abbandono della dieta.
Marta scoprì che con due dita in gola, vomitando, subito dopo il tradimento la dieta era salva.
Iniziò così un periodo felice in cui la dieta proseguiva, l'organismo sembrava rispondere efficacemente e la ragazza poteva iniziare a sperimentare uno dopo l'altro tutti i piaceri del palato: lasagne, formaggio francese, tagliatelle al tartufo, vino barolo, patate al forno, dolciumi di tutti i tipi.
Il tempo passava, Marta cresceva e il suo metabolismo piano piano stava cambiando, ritornando normale.
Ma lei non ci faceva granchè caso, soddisfatta del risultato apparente e aggrappata alla dieta come un bimbo alla sua copertina.
Vedeva il suo programma, a cui aveva lavorato tanti anni, perfezionato come mai lo era stato e riusciva a spiegare tutti i suoi ulteriori desideri come delle lecite ma momentanee deviazioni.
O quasi.
Finchè un giorno conobbe la sacher torte.
A prima vista le sembrò una torta come tante altre: era tonda, ricoperta di una glassa dura al cioccolato e sopra aveva uno sbruffo di panna.
Sembrava buona e pensò di assaggiarla come aveva fatto con le altre, anche perchè ne aveva sentito parlare tanto.
Il sapore la fece andare in estasi, non aveva mai sentito niente di simile, e al centro sotto la crosticina aveva un buco ripieno di marmellata di albicocche!
Guardò l'etichetta delle calorie: 5000!!
Vomitò subito, come mai aveva fatto, una cosa del genere non era per lei, l'avrebbe potuta quasi uccidere, a suo giudizio.
Il programma non avrebbe mai potuto prevedere una roba simile, eppure non si sentiva così male.
La vita scorreva e Marta comprava sempre più sacher torte, le estasi non accennavano a diminuire e vomitava sempre di più per compensare la dieta.
Certo, avrebbe potuto comprare anche tanti millefoglie, o profiterol, o torte di frutta o con la panna; non sono meno buone, a molti piacciono anche di più, per altri sono molto più belle.
Però a lei era capitata la sacher e gli piaceva tantissimo: quello era stato il suo destino.
Ben presto la sua casa fu piena di sacher: nel frigo, nella credenza, nell'armadio, in bagno.
Nonostante questo il suo fisico migliorava di giorno in giorno, addirittura come prima della dieta, eppure Marta continuava a pensare che fosse la dieta che la manteneva in quello stato e che la sacher avrebbe significato la sua fine.
Finchè un giorno per convincersi definitivamente decise di farsi restringere chirurgicamente l'intestino e sposare definitivamente la sua dieta, senza più possibilità di uscita.
Così fece, e cancellò dalla sua casa ogni briciola di sacher torte, mantenendo solo un depliant con la sua foto e il suo profumo delizioso.
A Marta sembrò il momento più felice della sua vita, poteva finalmente essere per sempre come mai aveva osato desiderare, senza dimenticare del tutto le proprie passioni.
Ma ormai il suo metabolismo era definitivamente cambiato, l'organismo dopo tanti anni era ritornato normale, al punto da poter mangiare tutto quello che voleva.
La dieta ferrea e l'operazione, invece, la portavano a dimagrire sempre di più.
Lei lo interpretava come un effetto collaterale, non preoccupante, della dieta.
Anzi si convinceva che le ragazze magre andavano sempre più di moda, non erano così proprio le modelle?
Era fiera della sua magrezza, che aumentava sempre di più.
Ormai nemmeno una sacher avrebbe potuto invertire il corso degli eventi, e quando lei ne sentiva la mancanza si faceva bastare il profumo su quel foglio e la convinzione di essere sana e nel giusto.
Finchè un giorno diventò così magra, debole e leggera da volar via dalla finestra.
Non riusciva più a muoversi e vedeva le persone intorno molto diverse, ma non se ne preoccupava.
Era così sottile che un uomo la vide in strada e credendola un nastrino bellissimo la portò a casa.
Con cura la usò per adornare un regalo in una scatola dorata.
Venne la sera e la scatola fu aperta da una donna, una donna normale come tante altre.
Dentro c'era una buonissima sacher torte.
La donna la mangiò con un pò di panna sopra, con grande felicità.
Fu quel giorno che Marta capì davvero come avrebbe potuto vivere.
posted by Ezekiel [ ]
3.12.03
scoperta gnoseologica
L'atmosfera intorno al camino è davvero particolare.Soprattutto in una casa in cui si vive tutti i giorni.
Sei lì accanto al fruscio del fuoco,il calore, il chiarore intermittente.
Ti isoli dal mondo e inizi a pensare.
La prima cosa che ti viene da fare è spegnere la tv insulsa e qualsiasi fonte di rumore.
Hai bisogno di sentire il rumore del fuoco, che ti rilassa.
Bevi un rosso corposo per coadiuvare i tuoi pensieri; o potresti leggere.
Ti immergi in una sensazione quasi primitiva, spogli la mente del superfluo e forse tenti di entrare più in contatto con te stesso.
E pensi.
posted by Ezekiel [ ]
2.12.03
habemus legnam...
...ma non prima di aver scaricato e sistemato due quintali della stessa... (a mani nude per giunta :D)Fa molto "casa nella prateria".
Voto legna: 6- un pò umida.
Voto camino: 9.5, tira così tanto che temo risucchi i passanti (mitico architetto ci ha preso ancora).
Scongiurato pericolo incendio di casa.
mancanza di strumenti e di griglia/padella per castagne ecc. (per il momento).
Proverollo.
posted by Ezekiel [ ]
