Ezekiel Blog

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Casa Ezekiel è una casa come molte altre, o quasi.
Puoi curiosare tra gli argomenti personali, di lavoro (web e dintorni) e sulla comunicazione.
Attenzione. Il contenuto di questo sito è totalmente frutto di fantasia.
Come la nostra vita, d'altronde.
 

30.7.04

Cambiamenti su 2 piedi e 4 ruote

...in caso esistesse la versione cabriolet, può interessare?
;)

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29.7.04

Poor, poor celebrities

Mi riservo di comportarmi per il decesso di Charlton Easton esattamente come per quello di Ronald Reagan. (...)

PS: Tutti contro il figlioccio di De Mita, Gigi Marzullo, reo di uscirsene in ogni occasione con una sequela di cazzate. Ma lui, dal 1989 ad oggi, di cazzate, quante ne ha dovute ascoltare?!?

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28.7.04

L'albero delle mele (orig. di Diana)

"Dormo, dormo, dormo, dormo, sono un albero, un vegetale, e penso, penso, penso, penso, e la linfa mi ribolle dentro ed estraggo lacrime dal suolo, e attraverso corridoi vegetali, le innalzo fino alla cima. Le innalzo fino alla cima: la parte del mio corpo che affonda nella terra mi dà una netta sensazione di equilibrio. Radici, piedi di legno e fibre che amano la terra. Sono un albero: l'asse del mondo. Struttura efficiente e completa. All'improvviso sento che qualcuno mi agita e mi scuote cercando di svegliarmi, comincio a scalare uno strato di sonno dopo l'altro verso la realtà e continuo a salire, salire, salire, salire, salire, salire e salire, salire, salire, salire, salire, salire."
(L. E.)

Dedicato a tutte le donne che hanno il proprio uomo in busta paga.

posted by Ezekiela  [ ]
 

26.7.04

La donna che guarda (2) e non ci capisce una ceppa

Comunque, sgombrato 'sto panierino da posatine, tovagliette etc., ci infilai il frutto della mia casalinga caccia al tesoro con a tema "spie e controspie": una lente d'ingrandimento, un taccuino con matita, una pipa-giocattolo (doveva essere l'elemento scenografico) e poi, il pezzo forte...un binocolo!
Si trattava adesso di trovare un qualche reato, un delitto, una pista da seguire, insomma. Qualcosa che mi avrebbe fornito l'occasione, finalmente, per aprire la mia valigetta da lavoro (a dire il vero poco credibile, in quanto coerentemente con il suo scopo originario, rivestita di plastica a quadretti bianchi e rossi, proprio come una tovaglia da pic-nic).
La mia casa, tra arazzi e busti di marmo, perennemente semi-deserta, non si prestava se non a un remake di Belfagor, tra l'altro da me detestato per il terrore infuso. Dunque, la scelta fu obbligata: guardarsi intorno, fuori casa ma senza uscire di casa.
Cominciai ad osservare per ore ed ore dalle finestre vicini, negozianti, passanti occasionali e non. Segnavo metodicamente sul libriccino orari, spostamenti, impressioni.
Durante il trasloco, 20 anni dopo, ho ritrovato quelle carte, una serie infinita di:
- ore 10.00 Mariolina (figlia dei dirimpettai, ndr) stende ad asciugare pantaloni presumibilmente paterni (più larghi che lunghi, ndr dell'epoca).
Ora, considerando che il bar di fronte a casa mia è stato teatro, negli anni, dei seguenti scandali:
- compravendita falsi esami universitari/false lauree;
- case d'appuntamento d'altobordo/finte agenzie di finte modelle;
- calcio scommesse primi anni '80;
- varie ed eventuali tangentopoli filone romano;

...mi chiedo: sarà per questo che tu riesci a raccontarmi le cazzate così bene, e io a berle addirittura meglio?



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La donna che guarda (1)

Quando avevo 8-9 anni dovevo combattere contro lunghi pomeriggi solitari, fatti di un genitore su due e un unico fratello che, avendo raggiunto l'età del motorino, trascorreva fuori casa la maggior parte del tempo.
Mi inventai un gioco, nella mia memoria l'unico che mi appassionò veramente: il detective privato home-brewed.
Avevo svuotato il cestino portapranzo per la scuola dal ?????? (...che darei adesso per ricordare come chiamavamo quel contenitore di acciaio con la chiusura ermetica, quello dove si metteva da mangiare!).
Come spesso succede, l'unica persona in grado di rispondermi non può più farlo.
Io di mio, se dipendesse da me, li finirei pure i racconti...


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23.7.04

Una messa in piega illuminante

Andare dal parrucchiere e fare incetta di riviste gossip. Leggere della recente seratona vip allo stabilimento Twiga Beach di Marina di Pietrasanta, in occasione del lancio della nuova linea di t-shirt di Giuseppe Lunardi, figlio di Pietro, ministro per le Infrastrutture. Il marchio? Una mela seguita dalla scritta "dai?".
Chissà se il babbo si aggirerà per palazzo Chigi con la raffinata magliettina, magari con sul retro stampato "la fiducia", oppure opterà per un abbonamento al Twiga cabina+ombrellone+4 lettini da qui all'eternità, dedicandosi finalmente ai castelli di sabbia e non più ai ponti da megalomani...


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19.7.04

e(qual)-opportunity employer

Era un'illusione, perchè il caro, vecchio "faccio cose, vedo gente" paga anche in Rete. Basta cambiare i verbi: "posto cose, linko gente".

(A Luca con amore, a chiusura di 100 polemiche e ad inaugurazione di 1000 giorni felici insieme ;)

 


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18.7.04

Separati in casa

A me piace il prosciutto crudo dolce, tagliato sottile. A te quello di montagna tagliato a mano. Prima nel nostro frigorifero c'erano sempre due etti di prosciutto, uno per tipo. Ora gli etti sono ancora due, ma entrambi di montagna.



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15.7.04

Riporto (quasi) integralmente, il perchè ognuno lo trovi dentro di sè

Estetica spudorata/sette sorelle per una ceretta
HAI MAI PROVATO LO "STRAPPO" BRASILIANO?
"...Così going to Brasil (vado in Brasile) diventa il codice per definire l'appuntamento con il disboscamento. Custodi numero uno del genere sono le 7 sorelle Padilha: Judseia, Jussara, Juracy, Jocely, Janea, Joice e Jonice da Vitoria, Stato dell'Espirito Santo, Brasile. Tra le assidue dello studio newyorkese delle J. Sisters: la neomadre Gwineth Paltrow (...), Sarah Jessica Parker e Sandra Bullock. La tattica preferita dalle sorelle: "Gambe dietro le spalle per 15 minuti, ma un caso complicato può prendere fino a 40 minuti", parola di Jonice. Prezzo: da 35 a 100 dollari."
Benedetta Pignatelli per Corriere della Sera Magazine

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14.7.04

Di ritorno dall'Empordà (Catalogna) con il cuore in surrealismo

"Dalì spiegava che lui e Gala (la moglie, ndr) erano figli di Giove e Leda. Erano nati da delle uova come quelle che decoravano il loro giardino. Nello stesso istante in cui ruppero il guscio che le ricopriva, divennero fratelli immortali."

Sono arrivata fin qui, ma il guscio è duro e le uova alla coque.



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11.7.04

Da Deleuze ai Maroon5 il passo è breve e c'è coerenza estetica

Eh sì, io ci andrei mooolto volentieri a prendere un caffè ;)
(somiglia, 'nevvero?!)

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"Sono una macchina desiderante!" (avvocato, in alimenti mensili quanto fa?)

Liberando il desiderio dalla mancanza e dal bisogno, ci si libera dell'influenza esercitata dalla psicoanalisi e dal marxismo. Il risultato di questa operazione complessa consiste nella messa a punto di una teoria del desiderio che possa fare a meno del soggetto, inteso come proprietà dell'Io, e del corpo concepito come totalità organica. Prendono forma nodi teoreticamente importanti come la pratica del desiderio come esperienza del limite del pensiero e della materia; la macchina desiderante, motore immanente che percorre il piano tracciato dal desiderio disegnando nuove forme di aggregazione.



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1.7.04

Me l'aveva detto la mia amica Katya che l'amica del cuore non esiste

Ma io sostenevo la mia causa: tu. Frappi tu eri quella che periodicamente mi accompagnava al pronto soccorso, quella che ci si aspettava alla fine dell'appello e a seconda di come era andata ci si ubriacava o si taceva. Tu eri il mio notaio, io la tua giornalista. Barbi e Danda erano gelose, perchè noi eravamo tachipsichiche e nel tempo in cui loro decidevano se uscire o no, noi eravamo già andate, avevamo già visto e capito tutto, eravamo già tornate e raccontato. Capendoci solo noi, al volo.
Io non mi ricordavo mai un cazzo e tu persino come ero vestita alla festa di Stella nel 1985. Io non avevo il senso d'orientamento e tu mi portavi in centro, mi lasciavi a via del gambero e poi spiavi se giravo a ds o a sin.
Tu avevi le crisi di panico ma con me viaggiavi tranquilla. Perchè noi avevamo le crisi di panico, ma io rispetto a te mi ero informata e sapevo che se ti senti male sulla nave arriva un elicottero a salvarti. E prendevamo sempre la nave. Tu avevi la pancia più piatta del mondo e io le tette più grosse del mondo. Ma per noi eravamo bellissime. Ed era un pò vero, che in Puglia ancora ci si ricordano: 8/8/88. Non ne vedremo un'altra simile di data, eh Fra'?

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Buoni o Cattivi (o prezzolati)

Ahhh! Bei tempi quando il Vasco di RadioZocca si distingueva dall'uomo comune...
Ora è tutto intorno a te, in coppia con l'australiana più auricolata del pianeta. E insieme vanno al massimo, vanno in Messico, andassero a fare in culo, che mi hanno strappato l'ultimo brandello di ribellione adolescenziale!

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Un bit umanistico

Non era una cosa naturale. Nonostante fossero anni ormai, ogni volta che dovevo uploadare un file con l'ftp, dovevo rifletterci su: "locale" - "remoto", "remoto" - "locale"...umpf!
Poi il documentario scientifico sul canale satellitare, e nel tentativo di divulgare concetti di neuropatologia, la definizione che abbatte l'ultimo muretto della mia dislessia: "...causa remota, ovvero ciò che scatena questo effetto...".
E tutto è stato chiaro, banale, naturale ;)
Word Power!

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The day I was born

...and that's all.

(photo by Annalisa DAndrea)


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