23.4.05
quella continuità rivendicata, ma solo apparente
Ci sono degli aspetti curiosi nella comunicazione ufficiale che si fa sul nuovo Papa.Si è iniziato dicendo che dopo una morte improvvisa (!!) c'era bisogno di un pontificato di transizione e continuità.
Si è finito affermando che Ratzinger è l'uomo più adatto per proseguire nelle idee di Giovanni Paolo II.
Non mi stupisco troppo di queste palesi contraddizioni, siamo pur sempre nell'era della comunicazione globale, dove tutto è opinabile e tutto è manipolabile.
D'altronde l'ultima volta che era stato eletto un Papa, nel 1978, internet non esisteva (ma che dico, neanche il vic-20) e la CNN era solo una possibilità: si dovrà pur pagare uno scotto a fronte di tanta attenzione.
Innanzitutto come si può definire la morte di Wojtyla improvvisa...
Sono dieci anni che si sa della sua malattia irreversibile e addirittura si era parlato di una sua abdicazione prima del giubileo del 2000.
La gerarchie vaticane hanno avuto tanto tanto tempo per lasciare emergere le nuove personalità mentre il Grande Papa si spegneva lentamente.
Eppure non è accaduto.
Al contrario, l'unico fatto rilevante è che un influente e popolare vescovo africano, Milingo, sia rimasto sorprendentemente coinvolto in una vicenda che definire torbida e squallida è poco.
In secondo luogo i media istituzionali oggi promuovono vigorosamente la versione che Benedetto XVI sia la persona ideale per continuare sulle idee di GPII.
Quest'ultimo era decisamente innovatore nel suo entusiastico ecumenismo e nella voglia di riportare la Chiesa Cattolica nel mondo come promotrice di pace.
Ed è l'aspetto che lo ha fatto amare da tutti.
Prima di lui nessun Papa si era mai spinto così lontano o aveva osato fare dei passi così decisivi di riconciliazione verso tutto e tutti.
A questo aspetto si contrapponeva una dottrina molto rigida e immobile, almeno rispetto alla sua caratteristica forza di volontà.
Non c'è molto da stupirsi di questo (come invece fanno superficialmente i suoi detrattori) se si pensa non solo alla storia di quest'uomo e alle sue origini tradizionaliste ma anche al compito difficile a cui si sentiva chiamato: aprirsi mantenendo l'identità.
L'insieme di questi due aspetti ha generato uno dei più grandi papati della storia.
Ratzinger è stato per 20 anni il custode della sua dottrina, solo della sua ala tradizionalista.
Oggi lo descrivono come il suo collaboratore più stretto ma è ovvio come gli fosse indispensabile un ortodosso come lui tanto quanto i suoi viaggi e le sue encicliche.
Non è necessariamente segno di volerlo tra tutti come successore.
Se andiamo a vedere due passaggi importantissimi nel papato di Wojtyla, come le scuse da parte dei cattolici per gli errori passati e la teologia della liberazione (che si potrebbe definire qualcosa di epocale) in entrambi Ratzinger era contrario.
Cioè il nuovo Papa non condivide cose come queste e non le rifarebbe certamente.
Come si può allora affermare che sia il prosecutore delle sue idee?
Tutto questo è abbastanza evidente, con un minimo di riflessione critica.
I veri dubbi, perciò, riguardano che processo stia avvenendo veramente all'interno della Chiesa Cattolica, se si tratta solo di un rigurgito ortodosso (anche indotto dagli eventi esterni come le persecuzioni in Cina, la crescita dell'Islam e la penetrazione delle altre religioni in occidente) o di un progetto più ampio.
In ogni caso credo che lo scopriremo presto.
posted by Ezekiel [ ]
