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<name>Ezekiel</name>
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<title mode="escaped" type="text/html">skip intro, please...</title>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">Parte del pomeriggio di ieri passato a cercare di convincere un cliente che le splash page su internet sono inutili e dannose.
<br/>Il 2004 nei miei sogni di bambino era un'epoca in cui le macchine avrebbero viaggiato su campi di forza, la luna sarebbe stata colonizzata e la guerra atomica scongiurata...
<br/>Per carità, si riesce sempre a far capire la questione (anche perchè comunque la mia deontologia me lo vieterebbe), anche se a costo di utilizzare tempo utile, e d'altronde non è quasi mai colpa loro, non si può sempre essere illuminati, aggiornati, smanettoni; figuriamoci.
<br/>E' colpa invece di chi gli ha fatto credere tutto questo.
<br/>La maggior parte dei siti ha le intro - mi faceva notare.
<br/>Ha ragione, si parla dei siti più commerciali ovviamente, ma non è detto che poichè ce l'hanno tutti sia giusto fare così - rispondo io - , anzi.
<br/>Sono quelli che hanno invaso il mercato con progetti web a bassissimo costo, quelli che da anni raccontano frottole alla gente in pochi minuti e che io devo smontare in mini-dissertazioni di un'ora, quelli che lasciano siti e progetti pericolanti che poi si deve ridisegnare e ristrutturare con attenzione, quelli che facevano tutt'altro ma hanno fatto di tutto ciò un business miliardario per pochi anni, comprandosi l'attico e lasciando a noi le macerie.
<br/>Quelli che gli hanno raccontato che con un semplice javascript (il fastidioso blocco del tasto destro) le sue immagini erano protette.
<br/>Mi sono bastati due click per fargli vedere come sia semplice scaricarle lo stesso sul desktop: tutto ciò che è chiuso può essere aperto.
<br/>Ma non basta ancora.
<br/>Sogno per quest'anno la scomparsa completa di tutti questi "cattivi maestri".
<br/>E sogno di riuscire a farmi pagare anche i mini-workshop che insceno per cercare di mettere i clienti sulla strada giusta.
<br/>Ma questo forse sarebbe pretendere davvero troppo.</div>
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<name>Ezekiel</name>
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<issued>2003-12-22T03:28:36+01:00</issued>
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<title mode="escaped" type="text/html">questo governo inaccessibile</title>
<content mode="escaped" type="text/html" xml:base="http://www.us2us.net/blog/indexw.html" xml:space="preserve">Sconcertante: il parlamento ha appena approvato la infelice &lt;a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/messaggi/S2546a.htm"&gt;"legge stanca"&lt;/a&gt; sull'accessibilità informatica e il &lt;a href="http://www.governo.it"&gt;governo&lt;/a&gt; (membro ufficiale del &lt;a href="http://www.w3c.org"&gt;W3C&lt;/a&gt;) prontamente fornisce il &lt;strong&gt;bilancio di metà legislatura&lt;/strong&gt; (una comunicazione importante, mica una nota spese qualsiasi) in formato PowerPoint di Microsoft!!&#13;&lt;br /&gt;Un file di 860KB non zippato, compilato da un certo Luigi di una fantomatica LG &amp; C! (&lt;a href="http://www.governo.it/Governo/attuazione/meta_legislatura/bilancio_meta_legislatura18_dicembre_2003.pps"&gt;vedere&lt;/a&gt; per credere).&#13;&lt;br /&gt;L'aspetto comico è che secondo la legge (che ad oggi deve ancora essere promulgata) è la presidenza del consiglio che dovrebbe monitorare anche se stessa sulla buona attuazione della normativa!&#13;&lt;br /&gt;Se non fosse ridicolo sarebbe quasi preoccupante.&#13;&lt;br /&gt;Se questo è il biglietto da visita di una tale iniziativa, se questi sono i buoni propositi, se questo è l'ente che dovrebbe fissare i criteri e controllare temo che le previsioni peggiori potrebbero avverarsi.</content>
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<name>Ezekiel</name>
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<issued>2003-11-20T02:21:29+01:00</issued>
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<title mode="escaped" type="text/html">mondo cane ergonomico: lo sciacquone del masochista</title>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">Finalmente ho scoperto il corretto utilizzo dello <strong>sciacquone ecologico a due pulsanti</strong>.
<br/>Già, non ti danno le istruzioni, pensano che sia intuitivo, ma non è proprio così.
<br/>Lo scopo principale di questo sciacquone è di <strong>risparmiare acqua</strong>, una risorsa sempre più preziosa.
<br/>Nobile intento, in parte disatteso.
<br/>Eh sì perchè, se non l'avete mai visto ve lo descrivo io, questo marchingegno montato sul muro consiste in due piastre-pulsanti una accanto all'altra, ben delineate ma piatte e prive di indicazione.
<br/>La piastra a una determinata altezza da terra è un buon vincolo perchè richiama subito la pressione della mano ma rivela un piccolo difetto: non mostra incavi e quindi <strong>non suggerisce la posizione dei cardini </strong>(eh sì, non fluttua nel muro).
<br/>Il risultato è che quasi sempre si va a spingere su questi ultimi creando un pò di perplessità in un momento in cui (fatemelo dire) non se ne ha proprio bisogno: <strong>do not make me think then!</strong>
<br/>
<br/>Poco male, il vero problema è la funzione dei due pulsanti.
<br/>Uno permette di scaricare tutta la riserva d'acqua automaticamente con una pressione (come un normale sciacquone), l'altra (meraviglie della tecnologia) permette di scaricare acqua finchè si tiene premuto, fino ad esaurimento.
<br/>Eccolo il risparmio di risorse!
<br/>Con una accurata coordinazione occhio-mano (tipico di quasi tutti i bipedi antropomorfi) e con informazioni aggiuntive inerenti la tipologia del materiale da scaricare (non fatemi essere volgare) si può effettivamente realizzare un risparmio.
<br/>Peccato che il primo pulsante sia più grande (2/3) e posizionato a sinistra mentre il secondo sia piccolo (1/3) e posizionato a destra!!
<br/>Questo comporta praticamente <strong>il 90% di errori di scarico</strong>.
<br/>Infatti in assenza di indicazioni non c'è modo, prima del fatidico scarico, di conoscere le funzioni dei due pulsanti.
<br/>Inoltre (fattore molto importante) questa operazione ha come caratteristica quella di essere <strong>senza ritorno </strong>e quindi con un <strong>apprendimento molto lento</strong>: una volta fatta la scelta ed eseguita l'azione non c'è modo di tornare indietro!
<br/>L'acqua scaricata sarà ormai persa e lo scopo dello sciacquone vanificato.
<br/>In una situazione del genere ci si sarebbe dovuti avvicinare di più ai modelli mentali degli utenti o quantomeno avere mapping migliori diminuendo il tempo di apprendimento.
<br/>In questo caso la grandezza del pulsante suggerisce l'uso preminente: se compro uno sciacquone per risparmiare acqua mi aspetto che faccia principalmente questo.
<br/>Se non sono a casa mia non ne so nulla e per non sbagliare vado sulla scelta di default: il pulsante grande.
<br/>Se i pulsanti fossero almeno invertiti si avrebbe subito un piccolo feedback (rilascio la mano, scarico si ferma) utile a far capire la funzione (e risparmiare subito acqua!).
<br/>La posizione è un rafforzativo di questo errore poichè nei paesi occidentali la sequenzialità passa da sinistra a destra, quindi è come suggerire "primo, premi il pulsante a sinistra, poi a destra" ma una volta premuto il primo l'obiettivo viene raggiunto e quindi il secondo viene ignorato (e comunque sarebbe erroneo e inefficace).
<br/>Inoltre la forma complessiva (una forma geometrica divisa nei due pulsanti-piastre) e la mancanza di incavi può suggerire un ulteriore utilizzo sbagliato: la pressione dell'intero pulsante-forma costituito dai due (giuro che non è assolutamente infrequente), una azione assolutamente inutile che però soddisfacendo correttamente l'obiettivo può addirittura far pensare sia l'azione giusta.
<br/>
<br/>E pensare che in quel momento si vorrebbe riflettere il meno possibile! (ehm... ancora adesso mi capita di sbagliare).
<br/>Come si sarebbero potuti evitare tali errori?
<br/>Non oso pensare agli eventuali focus group o alla <strong>osservazione degli utenti</strong>!!
<br/>Qui mi limiterei a dei semplici accorgimenti già accennati: inversione della funzione dei pulsanti, incavo per ciascun pulsante, <strong>due icone </strong>grandi e ben visibili su ciascun pulsante che ne indicano la funzione.
<br/>Meglio ancora <strong>un unico pulsante-piastra con la funzione ecologica </strong>e un piccolo toggle accanto (azionabile con un dito) che se attivato trasforma la funzione in non ecologica, magari <strong>con un indicatore luminoso</strong>.
<br/>
<br/>Ma la vera soluzione sarebbe quella di affidarsi alla tecnologia, liberando l'uomo: un sensore del livello di liquido che calcola la (ehm) quantità di materiale presente ed utilizza di conseguenza la quantità di acqua strettamente necessaria tra quella disponibile.
<br/>Fantascienza, nonostante la domotica.
<br/>Buona evacuazione a tutti.</div>
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<name>Ezekiel</name>
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<issued>2003-11-11T12:53:57+01:00</issued>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">Sono molto perplesso per il ddl sull'accessibilità approvato con ampia maggioranza dalla Camera.
<br/>Vedo soprattutto il pericolo che la burocrazia italiana dei decreti di attuazione non riesca a stare dietro alla innovazione tecnologica bloccandoci tutti in un pantano deprimente.
<br/>Se questa è la risposta istituzionale all'osservazione (abbastanza superficiale) che quasi tutti i paesi avanzati hanno una legge sull'accessibilità informatica, la mia personale considerazione è che i paesi che hanno fatto una legge di questo tipo (in testa gli USA con la 508) evidentemente si ritengono anche pronti a mantenerla costantemente aggiornata allo stato dell'arte, ma non è detto che l'Italia lo sia.
<br/>Anzi sembra che nessuno dei consulenti tecnici stranamente abbia posto questo problema come prioritario.
<br/>Alla fine il tutto assomiglia a una operazione di facciata a breve termine (per l'<strong>anno europeo del disabile</strong> che sta per finire) e a una cosa maledettamente complicata nel lungo periodo (soprattutto per gli operatori).
<br/>Così, per tagliare la testa al toro, nel ddl si stabilisce che è <strong>un dipartimento presso la presidenza del consiglio </strong>che: valuta l'accessiblità, conferisce l'apposito bollino, chiede eventualmente dei soldi per questo, effettua il monitoraggio, vigila, pubblica la classifica dei buoni, prevede finanziamenti in materia (uhmmmmmmm), si occupa anche dell'accessibilità delle opere multimediali attraverso ricerca e sperimentazioni per arrivare a delle regole tecniche (!?), stabilisce gli obiettivi di accessibilità...
<br/>Addirittura!
<br/>Di questo passo vedremo la presidenza del consiglio trasformarsi in <strong>un piccolo CNR</strong>! (come se non avesse già abbastanza materie di competenza).
<br/>
<br/>Ovviamente tutti gli aspetti tecnici (cioè il 90% del disegno) vengono demandati al decreto di attuazione in cui interviene anche il ministero per l'innovazione che definisce linee guida di accessibilità, metodologie tecniche e i software di riferimento (un altro piccolo CNR suppongo).
<br/>E poi ci si lamenta che la ricerca langue in Italia!
<br/>Fra poco avremo bisogno di un milione di nuovi posti da ricercatore...
<br/>
<br/>Ora l'aspetto cruciale è che, in un settore internet in cui il lungo periodo è tre mesi, l'efficacia di un tale provvedimento è strettamente legata all'aggiornamento temporale di questo regolamento di attuazione.
<br/>Ce la faranno i nostri eroi?
<br/>Con tutto l'ottimismo berlusconiano di cui è capace la mia dentatura io temo di no.
<br/>Al meglio si rimarrà sempre un passo indietro alle novità non solo software ma anche hardware, e sono tante.
<br/>E cosa succederà al cambiare della tecnologia enunciato dagli organi competenti?
<br/>Rifacciamo tutti i siti web della PA?
<br/>Non vedo Tremonti così entusiasta.
<br/>Viene da sospettare che non si stabiliranno nuovi standard così facilmente...
<br/>
<br/>Una piccola chicca è la definizione di una delle parti in causa nel regolamento di attuazione che fa capire molte cose: <strong>associazioni di sviluppatori competenti in materia di accessibilità</strong>.
<br/>Poichè l'accessibilità, al contrario di quanto potrebbe credere l'uomo della strada, non riguarda solo i disabili ma tutti gli utenti ed essendo una pratica di buona progettazione che comporta molti e diversi vantaggi mi chiedo se esistano mai, oggi come oggi, bravi sviluppatori che non siano (o debbano essere) competenti in accessiblità....!
<br/>Figuriamoci delle associazioni...
<br/>Che significa questa definizione ridicola??
<br/>Sarebbe come scrivere <strong>bravi sviluppatori</strong>?
<br/>Oppure si riferisce <strong>in particolare proprio a qualcuno</strong>?
<br/>
<br/>Infine il riferimento alle normative internazionali sull'accessiblità è ancora più foriero di disgrazie.
<br/>Se anche l'Unione Europea si mette a legiferare in tema di accessiblità tecnica siamo a posto.
<br/>L'unico organo internazionale autorevole finora è il W3C ma, con grande realismo anglofono, esso stesso ammette che le sue non sono norme ma <strong>raccomandazioni</strong>, a buon intenditor...
<br/>
</div>
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