...
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4/07/2008 ore: 3:17
.b.r.i.n.g.o.u.t.t.h.e.g.i.m.p.
 

3.2.03
sto cercando di farmi asportare chirurgicamente il blog.



posted by Ezekiel 25:17

23.1.03
A night in Rome.



























































posted by Ezekiel 25:17

22.12.02
Soldi che si vedono.
Con questa frase una cliente di Banca Etica descrive il valore della propria scelta.
L'elmo di Scipio, RaiTre, un ottimo reportage su soldi che si vedono e soldi che non si vedono e, forse, non si sono mai visti.
E quest'ultima categoria non poteva non essere rappresentata dalla fantastica New Economy (o meglio, quello che ne resta).
Io c'ero (e mi ricordo bene).
Una possente nemesi (mediatica) sta colpendo i cosiddetti protagonisti, ancora increduli.
Personaggi nati dal nulla, presentati spesso in tv come piccoli re mida, riuscivano a vendere....il nulla per miliardi e miliardi, ricevendone (ahimè) in cambio proprio il nulla.
Ebbene s?, l'Autore di questa Grande Sceneggiatura dell'Universo è dotato di uno humor degno di Woody Allen.
La verità, oggi la vediamo bene, è che quel brevissimo e impetuoso periodo non era in grado di porre le basi di alcunchè in quanto di puro nulla si trattava.
Una sorta di tsunami dell'economia di cui solo pochissime persone hanno tratto vantaggio ma senza alcuna relazione con le loro capacità o conoscenze o, persino, fortuna.
La fortuna almeno aiuta gli audaci, spesso invece si tratt? di puro, asettico caso.
Sembrava la dimostrazione di forza del turbocapitalismo, l'affermazione arrogante di poter rendere ricco e famoso chiunque volesse; bastava avere fiducia.
Oggi appare una sorta di grande lotteria, con in palio i famosi 15 minuti di notorietà e nulla più.
Impressionante somiglianza con un racconto del più visionario scrittore di fantascienza di sempre.

Ho visto con i miei occhi società composte da un ufficio, quattro bravi ragazzi e qualche discreto sito realizzato, vendute per 10 bigliettoni.
Salvo poi essere restituita ai mittenti per 5 bigliettoni dopo qualche anno: guadagno di 5 sembrerebbe, invece tra crediti, indebitamento e imposte varie la matematica finanziaria dice che non hanno guadagnato più che se avessero fatto i tranquilli dipendenti per lo stesso periodo.
Certamente più di un disoccupato ma meno di un impiegato al ministero.
Nessuno di loro si è fermato.
Ho visto semplici manciate di byte acquistate per miliardi.
Ho visto riconosciuti incapaci diventare star mediatiche dei new_media, scrivere trattati, diventare accademici e ritornare nel limbo.

I "vincitori" sono tornati persone normali, con l'aria frastornata e gli occhi sgranati per aver visto tutto, dall'inferno al paradiso e ritorno.
Gli è rimasta una sola cosa: una febbre irrazionale per la "lotteria", una diffusa determinazione nel continuare a fare quello che appare indubitabilmente illusorio per le loro capacità.
Lo shock da fiducia è stato cos? grande che l'evidenza apparirà a loro sempre inaccettabile.
Non ho ancora mai sentito di uno "pseudo-vincitore da new economy" che abbia realisticamente lasciato la mano finchè non perdeva troppo e sia passato ad altro (se ne conoscete qualcuno, scrivetemi, perchè si tratta di un potenziale mito).
Ora sono l?, a rivendersi il loro curriculum a una multinazionale di detersivi.
Prima o poi si dovrà aprire un centro di recupero anche per loro...

buon anno.




posted by Ezekiel 25:17

18.12.02
Come avremmo potuto fare senza?
Pare sia qualcosa di cui si dovrebbe essere persino orgogliosi di averla fatta...




posted by Ezekiel 25:17

13.12.02
Dedicato ai velisti nottambuli:"Poco vento, troppo vento, COSA VUOI??"



posted by Ezekiel 25:17

9.12.02
Per favore, simpatici turbo-markettari, almeno quest'anno non rompete le palle a Babbo Natale.
Il vecchio è buono e caro ma se si arrabbia, voi non lo avete mai visto, diventa una bestia, picchia le renne, sfascia i pacchi, cerca di affogare i piccoli aiutanti nella tazza del cesso.
Lui è già nervoso con l'avvicinarsi delle consegne.
E certo che continuare a prenderlo per il culo giorno e notte, alla radio e in tv, di certo non aiuta.
"Scomparso un vecchio, barba bianca, vestito rosso" (con la voce finto napoletana alla Squallor).
"Che fine ha fatto Babbo Natale?"
"Attenzione, avvistato vecchio, barba, sacco ecc. ecc."
Ma basta, non vi vergognate a intascare soldi per roba del genere?
Vi piacerebbe se mettessero un annuncio su tutti i media (pr. media):
"Scomparso il creativo Pinco Pallo, alto, mezzo pelato, con gli occhiali spessi..."?
Quale marketing-mix (o quale droga) vi ha portato su questa strada?

Il brutto è che lo fate, ridanciani, perchè siete convinti che tanto lui non si pu? difendere.
In una sola volta ci comunicate che ci possiamo fare tutti beffe di lui perchè tanto non esiste.
Fregature della comunicazione (che è ambigua per definizione, dovreste saperlo).

Invece no, Babbo Natale è vivo e lotta insieme a noi.
E vi farà certamente un culo cos?.




posted by Ezekiel 25:17

30.11.02
Rapporti che funzionano.
Questo s? sarebbe un bel titolo di un libro, altro che "siti che funzionano" (un titolo che ha la stessa carica di nonsense di "automobili che sudano").
Con "funzionare" nel senso di "durare felicemente".
Come passare il resto della vita con una persona ed essere davvero felici.
Eh già perchè passare il resto della vita con qualcuno pare sia una pratica comune (cfr. "le nuove esigenze dei mercati capitalistici").
Cos? come essere felici, il must dei nostri tempi, in altre parole avere quel sorriso ebete in pubblico ma cercare nuovi pusher di sensazioni (o di eroina) in privato.
Il protagonista di american psycho in fondo è felice cos?.
In realtà c'è una soluzione, una che non implica per forza la fede per chi crede in qualcosa o il caos per chi non crede in nulla, conservativa, il minimo comune multiplo delle soluzioni.
Abbastanza etologica alla Desmond Morris.
Il segreto è nella simmetria.

Ma l'errore di solito è interpretarla come "reciprocità": pensare le stesse cose o provare le stesse cose, nello stesso modo.
Cos? che se racchiudiamo questa definizione sotto la voce "l'altra persona ideale" otteniamo un'utopia che crea spesso sconquassi.
In realtà, a pensarci bene, l'essere umano (anche solo preso come animale) non ha come esigenza primaria quella di specchiarsi in un altro essere.
Non sono le conferme che danno la felicità, magari possono aiutare, ma il nocciolo non è quello.
Quindi l'annosa questione "meglio essere simili o essere diversi" rappresenta un falso problema.
Diciamo che la domanda è mal posta.
Cos? come "chi meno ama è il più forte si sa" o "in amore vince chi fugge" sono solo effetti collaterali di una questione più profonda.
In effetti se l'amore è il collante biologico di una coppia, il cui scopo è certamente quello di rimanere uniti il più a lungo possibile e procreare, che senso avrebbe amare di meno?
Che senso avrebbe fuggire sempre? forse solo nella breve fase del corteggiamento.
La vera questione allora è il significato della coppia nella nostra specie.

Perchè se fosse solo un problema di procreare e allevare i piccoli il sistema adottato dai grandi felini della savana sarebbe più che soddisfacente.
C'è qualcosa di più, qualcosa che porta le due persone a migliorarsi, distinguendoci abbastanza in questo dal resto del mondo animale.
Ecco il valore della simmetria, dell'incastro: avere qualcosa che l'altro non ha ma anche la possibilità di farglielo raggiungere, migliorarsi e migliorare.
Se la vita è un'autostrada e la coppia un'automobile, senza la capacità/volontà di andare avanti l'auto non ha senso di esistere.
A qualsiasi velocità, questo è il bello, perchè tutto è relativo.
Quando uno dei due è statico nelle proprie convinzioni ecc. quando sembra che ti accolga nella sua vita invece di fonderla con la tua non ci sono presupposti per durare ed essere felici, anche se tutto ci? sembra farci stare bene.
Non è il semplice equilibrio dare/avere ma completarsi a vicenda, che è molto di più rispetto a come ci fa sentire qualcuno.
Fare un passo e far fare un passo: se sei solo tu a fare passi stai camminando da solo.
Questo spiega l'esistenza anche di coppie durature di persone noiosissime e insulse, che ti chiedi cosa si dicano mai tutti i giorni: vanno a 0,5 Km/h, ma vanno.
Ed implica anche che funziona se uno dei due non è cos? tanto più avanti dell'altro (al punto da farti da genitore).

Chissà forse l'amore è questo.
Mi viene in mente una sequenza di "figli di un dio minore" dove lei (sorda) in ascensore sola con lui, invece di dire il classico "ti amo" dice, con i segni, "tu mi completi".
E' cos?.




posted by Ezekiel 25:17

14.11.02
La parola di oggi è: MARKETING.
Il marketing è un vizio che affligge il 98% percento della popolazione.
Originariamente una disciplina aziendale (sapete quelle stronzate tipo la stanza di decompressione o il pizzettaro sociale?), una grande attenzione nei confronti del mercato (MARKET).
Che cos'è il mercato?
Allora prendete l'intera popolazione mondiale sottraete qualsiasi atomo di umanità e avrete il mercato, semplice no? (conservare in luogo putrebondo e tenere al riparo dalla luce della ragione).
Bene, dicevamo, sembrava una cosa interessante, finalmente al centro dell'attività produttiva umana non c'era più questo diamine di spillo del Taylor e nemmeno la forza-lavoro (che rompe pure i coglioni a lungo andare) bens? il mercato.
Magia.
Solo che poi le cose hanno iniziato un p? a degenerare.
Tutto ha iniziato ad assumere una dimensione solo rispetto al mercato.
E' nato cos?:
-il mercato del lavoro: il cui enorme vantaggio è quello di farti cambiare lavoro ogni 2 anni.
-il mercato del sesso: se tutti lavorano 12 ore al giorno, dove si trova il tempo per socializzare? Semplice, non c'è bisogno di socializzare! Soluzione geniale, facciamo cos? deportiamo un treno di slave (che tanto l? non hanno un cazzo da fare) e le mettiamo a disposizione (e le donne? le facciamo lavorare cos? tanto fino a disinteressarle del sesso! no, per gli uomini non c'è speranza...).
-il mercato delle relazioni: anche il residuo di socialità è inammissibile che sia fine a se stessa, non si butta via nulla. L'importante è conoscere per uno scopo, farsi vedere, sia pur con un libro, una marchetta...
-il mercato degli organi: scusa eh, ma tu che ci fai con 2 reni? tu che poi stai l? a cazzeggiare in India. dammene uno a me che poi io ti d? dei soldi cos? ti puoi comprare la macchina...ah non avete strade? allora ti compri il telefonino...ah non c'è campo?
-il mercato dei diritti internazionali: facciamo cos?, io do la terra dei palestinesi agli israeliani, cos? possono usare le armi che gli vendo sui bambini e li uso contro l'Iraq senza rompere i coglioni alla Russia, che cos? pu? gasare gli spettatori a piacimento e tutti insieme facciamo un culo cos? al Tagikistan...che ne dite?
-il mercato dell'acqua: questa è l'unica attività del marketing preesistente ad esso (cfr. MAFIA)

Sporadicamente questo stato di cose ha iniziato ad avere lievi conseguenze sulla gente (chess?, morte bianca, suicidio, mobbing, esaurimento nervoso, pazzia), cos? si è attuata qualche piccola correzione che tenesse conto del fattore umano.
Per es. lavori 15 ore in un ambiente chiuso con 30 colleghi intorno che ti fumano, il monitor del computer verde-fluo monocromatico, in una posizione tantrica e con un rumore di 80 dB?
Abbiamo la soluzione: una ricerca (di mercato ovviamente) ha stabilito (!) che la lampada al neon che hai ti fa deprimere...basta sostituirla con una a incandescenza!
Stai come prima? S? per? adesso sei pronto per produrre di più.
Fino ad arrivare al moderno CRM: Customer Relationship Marketing (non è una malattia genetica).
Si fa cos?.
Assumi 150 persone facendogli credere di stare per entrare in un posto fichissimo, dinamico, giovane, insomma altro che Gordon Gekko.
Gli fai anche credere che sono pagati bene, facendoli lavorare "solo" 4 ore alla metà dello stipendio minimo di un operaio appena assunto delle risaie cinesi (praticamente ti devono pagare loro).
Le si inchioda a postazioni con 6 telefoni, 2 computer a testa e un manuale e le si getta in pasto al pubblico feroce.
Divertimento garantito.

Inoltre si è scoperto che il marketing ha delle incredibili proprietà: è come lo specchio della regina di Biancaneve, ti dà sempre ragione!
Tutto ha uno strepitoso successo, tutto è prestigioso e tutto non poteva che andare bene.
In fondo lo dice il mercato, altro che democrazia, meglio, molto meglio.

Infatti l'agile e simpatico mercato sta velocemente sostituendo la noiosa e paludata democrazia nei paesi più evoluti.
Prendete la tv.
Tutto quello che vedete è grazie al mercato che l'ha scelto per voi.
Cos? se vi capita di imbattervi in un amplesso anale sul canale nazionale all'ora di cena davanti a vostro figlio di 5 anni, tranquilli, è il mercato che l'ha voluto.
Sotto sotto non lo sai ma anche tu lo volevi vedere (e anche tuo figlio di 5 anni).
E se tutto vi sembra stupido, non vi meravigliate.
Probabilmente in fondo siete voi a sceglierlo e quindi siete tutti stupidi.
In effetti un assunto del marketing è: la gente è stupida.
Gli altri sono: la gente non sa scegliere, la gente è ignorante, le donne s? tutte troie, gli uomini sono tutti uguali, la Ferrari è il massimo, il calcio tira sempre, w la fica.

In conclusione: tutto è mercato, tutto è scambiabile grazie al marketing, tutto è marketing.
Anche questo post è marketing.
Io parto per Cuba.
'derci.




posted by Ezekiel 25:17

6.11.02
Il caso umano: Oriana Fallaci.
Sbrigatevi a leggere il suo ultimo auspicio sul Corrierone nazionale, (che presto diventerà l'ennesimo libro, titolo provvisorio "Livore e Vanità"), con apposita clausola finale che ci ricorda che si tratta di "Copyright Oriana Fallaci-Rizzoli Editore".
[risate]
Ebbene faccio formale richiesta che gli scritti della Fallaci siano liberamente riproducibili, proprio come la Gazzetta Ufficiale: non si pu? ammettere di ignorarla.
Perchè evidentemente, signore e signori, siamo di fronte all'autodeterminazione di un nuovo potere di fatto: quello della Fallaci (o fallocratico come volete voi).

Riassunto delle puntate precedenti.
L'amabile e arzilla signora di Park Avenue, ci racconta con sgomento di come a fronte delle sue legittime e auguste proteste affinchè venga d'ufficio spostato il Social Forum da Firenze non abbia ricevuto risposte adeguate.
Fatemelo dire, è uno scandalo!
E aggiunge che a nulla sono valse le legittime minacce di ritorsioni mediatiche (le più terribili oggigiorno, altro che il gas di Putin).
Pertanto decide di mettere in opera il suo regolamento di conti giornalistico, la sua vendetta privata di stampa, come ogni buon americano medio che si rispetti, supportato dal quotidiano che appena pu? gli concede il paginone (grazie di esistere).
Incurante che milioni di persone che abitano qui (e non a New York) la pensino diversamente da lei, si lancia e fa i nomi.
Sissignore fa i nomi.
Eh mica si scherza qui.
Innanzitutto Hitler.
S?, proprio lui, uno degli strumenti di base della retorica, serve sempre per far capire in un discorso che stai facendo qualcosa di molto sbagliato.
"Ah, è come Hitler!"
"Siete come Hitler"
"Hitler non ha fatto di peggio"
Solo che giunti alla descrizione che era nano, stempiato, megalomane e controllava il consenso anche con la televisione lo strumento perde improvvisamente d'efficacia (almeno in Italia) e viene abbandonato repentinamente.

Quindi con malcelata soddisfazione nomina Pisanu e Fassino, rei di non averla considerata, e il sindaco reo di aver capito che tramava segretamente per far fallire la manifestazione e di averla voluta quindi gentilmente incontrare, e tutta la giunta comunale rea di essere lottizzata (comunisti che non siete altro) e poi la giunta regionale rea di non capire evidentemente l'arte, e la destra e la sinistra e tutte le direzioni (anche il divieto di sosta), e saddam Hussein (come si permette un dittatore di farsi rieleggere col 100% dei voti?), e l'Islam tutto su cui non c'è nulla da capire, è come Hitler, ed è in procinto di snocciolare tutto l'elenco telefonico di Firenze da Abaco Mario a Zuzzurellone Marco ma è palesemente fermata dall'editore che ha ricevuto la fattura del tipografo su un paginone centrale multiplo stile Playboy.
A questo punto, colpo di teatro, fa il nomone: il Presidente della Repubblica.
[oooohhhhh]
Ebbene s? anche lui evidentemente fa parte di questo complotto bolsce-pluto-aristo-arabo-pacifista teso a sbriciolare il David di Michelangelo e poi passare la serata al pub (pertanto invoca la sua immediata sostituzione col Re d'Italia).

Ora non riesco a trattenere il sorriso al pensiero della simpatica giornalista (oops scrittrice) che, intenta ad annaffiare le sue camelie con vista su Central Park, telefona inviperita al Quirinale e con la comprensione dei centralinisti viene messa in contatto con la signora Franca la quale, ragionevolmente sbigottita, farfuglia qualcosa tipo "...s?...s?...non si preoccupi gliene parler? stasera a cena, mentre vediamo Gerry Scotti...'derci...".
Fa quasi tenerezza.
E che dire degli altri politici, pizzicati nei momenti più intimi (causa il fuso orario):
"ma...caro, chi era? Di nuovo Blair?"
"no, la Fallaci da New York; dice che vuole i livornesi fuori da Firenze...boh...."

Drammatico il finale: si sente in lutto per tutto questo, chiede ai suoi concittadini lontani di mettersi a lutto anche loro, chiudere i negozi per cinque giorni, non fornicare e bere solo acqua diuretica.
Altrimenti pare che si vendicherà anche di loro: sarà presente a Firenze e, come se non bastasse, luttuosamente vestita di nero (black)...
Io per sicurezza mi chiuderei dentro casa e blinderei i negozi.




posted by Ezekiel 25:17

2.11.02
Non si è salvato nessuno della prima elementare, ora quell'anno non esiste più.
Una società in cui non ci si preoccupa di tutelare i propri piccoli non ha futuro.
Cos? siamo ridotti adesso.
Perchè stavolta non è una fatalità, il terremoto è una concausa.
Qualcuno ha costruito male, qualcun altro ha approvato, collaudato.
Chi amministra e governa ha stabilito che quella non è zona sismica.
Chi sovraintende e ha i massimi poteri non si è preoccupato di far verificare realmente la sicurezza ed ha approvato a sua volta.
Ma di chi ci andava dentro, sotto, decine di bambini innocenti, non si è preoccupato nessuno.

Non è un caso che il ministro della pubblica istruzione, colui che decide le linee guida delle politiche scolastiche e organizzative per i giovani, sia un viscido top manager delle assicurazioni e dei media. E' un vero messaggio di intenti.
E non credete al presidente della repubblica, uomo di finanza, quando dice che anche la prevenzione di fronte alle tragedie è inutile.
Non è vero...!
La prevenzione pu? fare tantissimo, pu? far s? che una scuola non crolli con tutti i bambini sotto, in una zona sismica, pu? fare TUTTO.
Ma quella scuola si è schiantata come un castello di carte.
I nostri bambini, il nostro futuro è la sotto, schiacciato dalle menzogne.

Purtroppo i nodi vengono al pettine e anche la bugia della gestione manageriale è sempre più scoperta ai nostri occhi.
Chi gestisce aziende "di successo" non pu? che fallire nel gestire la cosa pubblica.
L'approccio del manager privato è quello che vedete, per lui "prevenzione" significa assicurazione, tutto l?.
Il cumenda assicura la fabbrica contro gli eventi naturali, non previene nulla, mai, se non gli viene imposto per legge.
Le leggi per la sicurezza sul lavoro sono un fastidio per lui.
E' il liberismo selvaggio.
E i protagonisti del liberismo selvaggio non sono in grado di amministrare il pubblico, sanno solo sbriciolarlo.

C'è rabbia, tanta rabbia, ma tutto questo dovrebbe anche generare riflessioni.
Perchè chi si oppone a questo stato di cose non urla adesso?
Paura che vengano rinfacciate situazioni passate? Peccato, per voler governare ci vuole coraggio, anche dei propri errori.
Oppure annichiliti da un certo modo di condurre il gioco da parte dei padroni del vapore?
Sarebbe ancora peggio, non si pu? giocare alle regole che il tuo stesso avversario stabilisce.
In altre parole non si potrebbe urlare adesso perchè ti farebbero apparire come qualcuno che specula su una tragedia...?
E' paradossale.
No, bisogna urlare adesso di dolore perchè solo adesso vale e viene dalle viscere, sempre trascurate rispetto al cervello.




posted by Ezekiel 25:17

23.10.02
A volte si fanno delle cose anche perchè si vuole bene a qualcuno, non solo perchè lo vuoi fare.
Per dare qualcosa con quello che si ha, per contribuire a risolvere problemi (magari risolverli del tutto!), a sollevare l'anima, a immaginare il futuro.
Perchè la stimi, sai che ce la pu? fare e vorresti tanto vedere felice questa persona.
If you love somebody set them free canta Sting.
E allora, di base, non si vorrebbe nulla in cambio.
Se non un p? di "quello che ti fa stare bene" anche per te stesso, da mettere da parte per i tempi duri.
In cui per? non dovrebbero proprio essere incluse cose come il cercare di ferire, consapevolmente.




posted by Ezekiel 25:17

11.10.02
Uomini imperfetti.
Ne avete mai incontrato qualcuno?
Li riconoscete perchè sono troppo bassi, troppo spiritosi, troppo artisti, troppo possessivi, troppo casalinghi, troppo tiratardi, troppo mattutini, troppo sportivi, troppo tifosi, troppo intellettuali, troppo permalosi, troppo liberi, troppo freddi, troppo caldi, troppo distratti, troppo piccoli, troppo poco impegnati, troppo impegnativi...
Vi è capitato.
Comprereste un'auto che vi sembra rigata? Mmm non penso.
Cos? gli uomini imperfetti non vengono acquistati sovente.
Anzi sembrerebbero proprio essere l? per far capire cosa non si vuole.
Guarda, eccolo, vedi.
E' naturale, non assomigliano a quello che viene immaginato che debba essere, che è scritto l? nel cervello, non so come ci sia finito ma è l?.
Sono uomini difficili.
A volte hanno quel brutto difetto di avere un cuore.
Diciamo la verità, nessuno li vorrebbe.
Ma vi siete mai chiesti dove finiscono?
Voglio dire, non sono loro quello che si vuole di solito, per durare a lungo ci vogliono poche complicazioni, tanta intesa, tanta...pazienza (che spesso sono la stessa cosa)?
Ci sono altri uomini per questo, sono quelli che ricorrono nei discorsi delle donne.
E per uno strano gioco del destino sono coloro i quali, fino a qualche tempo fa, non sarebbero mai stati scelti dalle donne perchè troppo noiosi, piatti, paternalisti.
Anzi è strano: come se le donne post-rivoluzione, avendo indotto gli uomini a cambiare (migliorare) un p?, poi continuassero a volere per sè l'uomo di prima.
Il padre e il nonno; no scusi qui ci sono solo fratelli e amici.
Ad ogni modo loro, allora, che fine fanno? Perchè non sono pochi.
Molti cercano di cambiarsi, molti pensano che la loro imperfezione sia il passaggio verso la perfezione, e per un attimo, per un solo attimo, verso la verità.
[risate]
Svanita.
C'è chi vi è riuscito, ora ha tutto quello che pu? avere un uomo che si rispetti, e non sto parlando della felicità o dell'amore ovviamente.
C'è chi ha provato con l'ipnosi.
Sul serio.
Non su se stesso, ovviamente, ma su di lei, e ora vive col medaglione a portata di mano, ma si sta insinuando in lui il sospetto che la catalessi non c'entri nulla.
Chissà forse c'è dell'altro, meglio non approfondire.
Si potrebbe scoprire che forse non è cos? malaccio come si credeva, e attenuare la frustrazione, il voler urlare e non poterlo fare.
C'è chi si è lasciato andare, sconfitto.

Ma c'è anche chi, forse, inizia a capire.
Che non bisogna ragionare con il cervello ma con il cuore.
Il cuore pompa il sangue in tutto il corpo, dappertutto, ti fa vivere, ti dà energia, quello sei tu.
Mentre la materia grigia è l? inerte, ogni tanto ti fa dire qualche stronzata, spesso ti sconvolge la vita, sempre da l? flaccido, senza muoversi.
Bisognerebbe pensare con il sangue.
E c'è anche chi ha capito, e vuole essere caparbiamente più imperfetto che mai.




posted by Ezekiel 25:17

2.10.02
Sensazioni piacevoli sulla riva del fiume.



posted by Ezekiel 25:17

10.9.02
Un sole caldo quel pomeriggio di primavera.
Avevo giocato a lungo a biliardo nella sala interrata, sul tavolo americano, quello con buche grosse cos? e bocce piccole piccole che con un p? di bisca alle spalle ti fanno sembrare "Lo Spaccone".
Ero fuori a godermi l'aria, vicino alla quercia, davanti alla villetta, sul prato verde perfetto che sembrava finto.
Come tutto poteva sembrare finto in quell'angolo di New Jersey che fa da naturale proseguimento della Grande Mela.
Anzi una scenografia di un film anni '60 di Billy Wilder, con le stradine ordinate, i vicini sorridenti, le siepi, la scuola di mattoni rossi col campo da baseball e in fondo il bar-ritrovo con i sedili e i tavoli davanti alla vetrata stile "American Graffiti".
Eppure era vita vissuta, realtà, e non un film; il mondo costruito con fatica da una working class tutt'altro che priviligiata, davvero multirazziale nei miei coetanei e sorprendentemente critica.
Solo una settimana prima c'era stata la festa di fine anno dell'High School, con le limousine e i ragazzi conciati con ridicoli smoking e vestiti da sera usciti dal guardaroba di Rossella O'Hara, le prime ubriacature e le prime volte.
Mi ricordo che quel pomeriggio passarono Jeff, Rey e gli altri in macchina.
Beati loro - pensavo - che possono guidare a 17 anni, che libertà.
Già allora macchine giapponesi uscite, ai miei occhi, da un manga e classici macchinoni americani.
Andiamo, dissero.
Non volevano dirmi chiaramente dove andavamo ma a me non importava tanto, quando hai 17 anni e il pieno di benzina hai quasi tutto.
Uscendo fuori dai viali alberati, verso l'autostrada immensa, passando accanto al Giant Stadium capii che eravamo diretti a New York.
La Grande Mela Stregata a cui tutti possono dare un morso e che poi ti prende dentro.
Invece prima dei grandi tunnel, accanto alla riva dell'Hudson svoltarono in una stradina.
Era chiusa da un ostacolo della polizia ma loro, con grande cautela, lo spostarono giusto il tempo per passare e parcheggiare più avanti nascosti dagli alberi.
Dopo una piccola discesa ci stendemmo sulla riva inclinata del fiume.
Era il tramonto e davanti a noi c'era l'isola di Manhattan come sospesa su una nuvola di vetro.
L'azzurro si immergeva nel rosso, specchiandosi nell'acqua.
Fu l? che capii, che mi stregarono.
Erano alte, eleganti, il sole enorme e giallo sull'orizzonte era proprio al centro delle due Torri e le abbracciava superandole in larghezza.
Le avevo sempre preferito l'Empire State Building, forse perchè era anni '30, forse per i miei ricordi di bambino in cui era protagonista delle vicende dei fumetti Marvel o scalato da King Kong.
Loro erano troppo squadrate, troppo perfette, troppo promettenti di sorti progressive.
Rey mi fece un sorriso di intesa, era uno spettacolo unico.
Di quelli che ti fanno capire la vera anima di una città, che ti prendono per sempre nel proprio nido.

Ora tutto questo non esiste più.
Nessuno lo rivedrà.
Si sono disintegrate un anno fa insieme ai sogni, le speranze, le vite di persone normali, per nulla importanti, certo non responsabili delle scelte del nostro emisfero, delle ingiustizie con cui pochi pretendono di dominare e a cui forse si opponevano, perchè cos? è chi lavora al WTC alle 8,45 a.m. di un mercoled?.
Tutto ci? che teneva su quelle Torri: uomini comuni, non cemento e vetro.
Migliaia di persone, occhi, voci che danno l'addio a segreterie telefoniche, sentimenti, figli paffuti in culla, padri in attesa vicino al telefono, felicità, piccole cose quotidiane, storie da raccontare, anime che volano da una finestra.
Nessuno si pu? nascondere dietro le ingiustizie mondiali, nulla pu? giustificare questo.
Innocenti vittime della faida tra sanguinari gruppi di potere in scena in tutto il mondo che passa sopra le vite anche dei più indifesi.
Un altro stupro al mondo, un'altra violenza a tutti gli uomini.
Che non si cancella con un altro stupro e un'altra violenza.

Mi sentir? sempre violentato, ogni passaggio tv degli aerei, delle esplosioni, ogni crollo è una ferita, una lacrima.
Non riuscir? mai ad abituarmi, mi mancherà sempre qualcosa.




posted by Ezekiel 25:17

25.8.02
Kato, il servo sciocco del non meno sciocco ispettore Clouseau mi ha sempre fatto ridere molto.
Se ricordate la serie "La pantera rosa", l’Ispettore Clouseau era attaccato a colpi di karate dal suo servitore Kato. L’ispettore dice a Kato che pu? attaccarlo quando vuole e dove vuole, per tenerlo allenato nel karate, eheheh, ma spesso questo generava delle catastrofi...




posted by Ezekiel 25:17

29.6.02
Steso accanto alle mie amate dune di sabbia a leggere un libro.
Si avvicina un venditore africano.
Mi chiede cosa leggo.
Parliamo un p? della tendenza francese a nazionalizzare le parole straniere, soprattutto nell'informatica.
Lui è senegalese.
Mi chiede se mi piace l'Africa, se ci sono mai stato.
Mi fa vedere un libro di un giovane scrittore senegalese, Cheikh T. Gaye, che ora vive in Italia.
Piccolo, in italiano, poesia e prosa.
In copertina l'Isola di Gorèe, la porta della schiavitù.
Ne ha una pila dietro.

Un venditore africano non mi ha venduto occhiali, teli, collanine...
Mi ha venduto un libro.
Il mondo pu? cambiare in meglio, ce la possiamo fare.

questo è per tutti quei genii del marketing che pensano che alla gente si pu? vendere solo tette, calcio, motori e cazzate varie




posted by Ezekiel 25:17

28.6.02
Se vuoi non chiamarla globalizzazione.
C'è un buco nero che si allarga in Occidente.
Eppure la maggioranza sembra non vederlo.
A molti probabilmente fa comodo non vederlo.
Per? c'è.
E allora è comodo anche pensare che tutto debba andare come è sempre andato.
Ma ci? che ha un inizio fatalmente ha una fine.
Il nostro sistema, il nostro mondo occidentale la nostra economia viene studiata, analizzata come si fa con una cavia in laboratorio.
Ecco ora dorme, no ora corre, ora sta male, ora guarisce.
Escludendo per? che la cavia possa morire.
Non fa parte delle ipotesi teoriche.
Eppure è proprio quello che sta accadendo.

"Abbiamo vinto il comunismo, siamo invincibili, siamo il migliore dei mondi possibili".
Purtroppo non è cos?.
Il sistema sta effettivamente fagocitando sè stesso.
Come le belle idee del comunismo si sono trasformate in un pratico totalitarismo e tirannia, cos? le belle idee sul mercato libero stanno mutando in un mostro.

Il potere economico doveva essere mitigato dal potere politico e viceversa in maniera indipendente, ma non è andata cos?.
Anzi, come abbiamo potuto pensare che potesse andare cos???!
Che ingenuità questi teorici del capitalismo moderno!
Abbiamo fatto lo stesso errore dei sistemi comunisti quando hanno accentrato il potere in pochissime persone fidando nella loro correttezza...
Come si pu?, homo homini lupus.

La febbre aumenta, e la febbre è l'aumento della concentrazione dei mercati.
E' il fattore che fa saltare costantemente qualsiasi teoria e previsione ma che regolarmente viene ignorata con la scusa che sia un fatto naturale.
Beh, non lo si pu? più ignorare.
Ormai ogni mercato nel mondo occidentale è un monopolio di fatto o un duopolio.
E questo aspetto è cos? vergognoso che si tenta continuamente di camuffarlo agli occhi della gente, comunicando o mantenendo decine di marchi che fanno capo a un'unica entità.
E qui il ruolo della comunicazione oggi è ancora più importante, deve MENTIRE alla gente per fargli credere ancora nella libertà di scelta.
Sposta al massimo il fatturato da un settore all'altro della stessa azienda, a comando.
Non a caso le principali agenzie pubblicitarie nel mondo appartengono ora ad un'unica multinazionale...
Non è più diversificazione, perchè non c'è più un mercato.
A forza di integrare a valle hanno integrato lo stesso mercato.
Ora siamo arrivati al punto che diversi mercati (o macro-industrie) si fagocitano tra loro, diventando sempre più grandi.

Basterebbe dire questo, ma so che c'è chi pensa che non ci sia nulla di male nel monopolio, altri che addirittura lo definiscono un sistema "efficiente".
Non è cos?, perchè distrugge le fondamenta della DEMOCRAZIA.
Eh certo la democrazia e la libertà non sono fattori produttivi che si possono calcolare, eppure sono i più importanti per noi.
Non è un caso che una delle leggi USA più antiche che regolano l'economia sia quella antitrust, il trust era ed è il chiaro pericolo per la libertà.
Siamo partiti da un'epoca in cui l'azienda rendeva più efficiente la produzione per il mercato per arrivare ad oggi in cui l'azienda è il mercato, e questo è molto pericoloso.
Perchè le scelte non avvengono più all'esterno ma all'interno di un'organizzazione che, per quanto sofisticata e con una cultura eterogenea (come va di moda oggi) ha pur sempre un padrone!
O un ristretto numero di decisori finali.
Abbiamo trasformato una struttura orizzontale come il libero mercato in una struttura verticale accentrata.
E anche se il direttore marketing, illuminato e progressista, con la panzetta, da solo non potrà mai concepire strategie antidemocratiche, anche se la cultura di un'impresa, formata da tutti, non potrà mai generare certe decisioni, alla fine ci sarà sempre un capo, il capo, che potrà dare, anche solo una volta ma proprio quella volta che conta, la sua impronta personalissima.
Per conto di tutti, e senza rendere conto a nessuno di noi.
Passare da "consumatori", cittadini, a dipendenti-consumatori non è cos? vantaggioso come vogliono farci credere.
C'è qualche sicurezza apparente in più ma manca tutto il resto.

Chiamatela globalizzazione o chiamatela come volete: mono-mercato, mono-pensiero, entità irrispettosa della vera libertà di tutti.
Il risultato è questo, lo strumento è un modello organizzativo aziendale che è diventato sistema (anche culturale) di governo, la multinazionale.
E che era nato per motivi molto diversi, ancora oggi spesso millantati.

Una entità che diventa sempre più grande ovviamente supera anche il potere politico, lo controlla e in alcuni casi lo fagocita, in un processo che è già irreversibile e prende tutto come in un buco nero, diffuso ormai in tutto l'Occidente.
E in cui tutte le funzioni di regolazione sono diventate ormai una farsa, definitivamente.

Questo era il limite che non dovevamo superare, l'abbiamo fatto, ora dove arriveremo nelle epoche future?
Se la concentrazione continuerà ad aumentare, i governi la potranno regolare sempre meno e alla fine ci sarà un'unica azienda occulta estesa a tutto il mondo? con un solo mercato reale?
Forse.
Probabilmente ce la racconteranno in modo diverso.
O ci faranno sempre vedere molti mercati molto liberi.
Ma di fatto il sistema non riuscirà più ad auto-alimentarsi in questo modo, esaurirà la sua risorsa chiave (l'uomo) e terminerà, naturalmente.
In attesa, forse, del Dottor Frankenstein.

pubblicato anche su Wash It On Post




posted by Ezekiel 25:17

17.6.02
Estate e un tiro teso, di esterno all'angolo del muro.
Gol! l'aria si fa tiepida, il profumo degli eucalipti, braccia in alto e la fatica non si sente.
In un campo immaginario che ha come confine il cielo e i muri bianchi riflettono il sole basso sull'orizzonte.
Quindici metri più in basso, e tutto intorno, scorrono i metalli, pulsa la vita.
Ma ora sono qui, su questo picco di monte artificiale, battuto dalla brezza che mi agita la maglietta, da solo.
A tirare, passare, crossare, stoppare; quanto tempo era che lo sognavo.
Mentre il sole lentamente scompare in arancione e l'orizzonte nitido, silenzioso.
Non si pu? essere grandi se non si è bambini.
Cos?, ancora, finchè il sole tramonta, la luce si attenua e rende tutto di un colore improbabile ma familiare e un'atmosfera sospesa come solo l'estate pu? fare.
Come ritornare nell'utero e dire "io qui ci sono già stato", cos? tutti gli anni.
Ma stavolta di più.
Sono l? su quel terrazzo altissimo a calciare una palla, intorno solo il vento.

Part II
La notte calda, un amico d'altri tempi (vicini ma lontani), ancora con quel muro e quella palla.
Una festa particolare, le stelle brillano con una luna orientale.
Birra, Bacardi e una maglietta numero 8.
Tiri ad effetto con la bottiglia in mano.
E la musica, quella vera, che vibra, ti pulsa nelle vene, come Transformer.
E mentre scorre Vicious, Walk On The Wild Side, con le chitarre sparate in cielo, ti accorgi che sei proprio dentro Clerks a giocare la tua personale partita a calcino sul tetto dell'ufficio, mentre il mondo non si ferma.
E sfide a videogames, un film intero, sempre più ciucchi, finchè non stramazzi sotto il cielo fresco.
Finchè non vedi quel chiarore all'orizzonte.




posted by Ezekiel 25:17

10.6.02
Eppure l'Inno di Mameli non è poi cos? male.
Te ne rendi conto dopo una settimana di mondiali.
Sinfonie improbabili che tentano di darsi un tono.
Viene in mente quella famosa puntata di Portobello di Enzo Tortora in cui si propose la sostituzione col Va Pensiero di Verdi.
Ma per favore.
Se ci? che pu? dare fastidio oggi è la retorica pomposità, sarebbe come passare dalla padella nella brace padana di V.E.R.D.I.
Che poi come pu? un inno nazionale non essere un p? retorico?
Sostituiamolo con la terribile versione di Elisa allora, o con l'ultimo pezzo della Pausini.
No, eppure già allora vinse il Va Pensiero.
Perchè effettivamente qualcosa che non va c'è, e forse non è poco.

Prendi l'inno francese, la Marsigliese.
Praticamente perfetto come inno: musica orecchiabile, per tutti, fischiettabile, facilmente riproducibile come suoneria dei cellulari e come coro da stadio.
Le parole poi: semplici, comprensibili da tutti adesso e in futuro, copy strategy perfetta direbbe qualcuno.
Ed ecco che la nazione ci si identifica, lo canta sempre a squarciagola, non solo nel momento del dovere ma anche nel tempo libero veicolando la vision, la mission e la philosophy dello Stato in una operazione di viral marketing molto efficace direbbe quacun altro molto corporate.
Grande successo di pubblico e di critica, un David, due Telegatti e la Dentiera D'Avorio della Presidenza del Consiglio.

Ebbene, bisogna dire che come motivetto l'Inno di Mameli non è da meno.
Stesso ritmo, orecchiabile, dà allegria, fa sentire meno la fatica e tornare il buonumore (per non parlare dei benefici sessuali).
Ma è anche sostenuto al punto giusto.
In fondo la musica dell'inno è come la canzone del cuore, ti piace indipendentemente dal suo valore musicale, ma nonostante questo il nostro Inno risulta tra i migliori.

Il problema sono le parole.
Un testo poetico, pare, ma incomprensibile oggi e di dubbio valore artistico oltretutto.
Poesia risorgimentale, per fortuna il tempo e la critica ne hanno fatto giustizia assegnandogli un valore pari quasi a zero.
Noi invece ce lo ritroviamo vita natural durante nell'Inno, in un testo surreale che, comprensibilmente, fa ridere solo a cantarlo.
Vedi tutti quei personaggi in fila seriosi, in vestito scuro, sforzarsi di sillabarlo e non pu? non venirti in mente l'inno strampalato del Dittatore dello Stato Libero di Bananas.
I più giovani poi ridacchiano...

L'Italia s'è desta/ dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa
A parte la rima baciata a forza, quasi stuprata, che nemmeno negli spot dei detersivi.
Ma i termini desueti, i riferimenti colti.
Ti sembra adatto alla casalinga di Voghera??
Quella pensa che Fratelli D'Italia sia l'ultima trasmissione di real tv.

dov'è la vittoria/ le porga la chioma
Sembrano parole gettate a caso con lo Scarabeo(tm) da una scimmia impazzita.

che schiava di Roma/ iddio la cre?
Pure nell'inno.
E' una cosa odiosa mi rendo conto, insistere sempre co' sta Roma.
Non fa altro che renderla antipatica il continuo tormentone.
Come quando alla RAI invece di dire "la linea allo studio", "linea alla regia", dicono "linea a Roma", tutti i giorni, tutto il giorno.
Ma perchè???
Ma se la sede tecnica della RAI si trova a Torino! Perchè non dicono mai linea a Torino?
Poi alla fine capisco pure che l'operaio neanderthalensis medio del bergamasco ne abbia le tasche piene e guardi solo Telepadania.
O che un brianzolo con un p? di risparmi metta su Telemilano per riequilibrare giustamente gli interessi

stringiamoci a coorte/ siam pronti alla morte
siam pronti alla morte/ l'Italia chiam?

Possibile che nell'inno di uno dei pochi paesi al mondo che ha abolito la pena di morte dal suo ordinamento siano ripetuti cos? spesso la parola MORTE insieme a terminologie militari...?
Ma soprattutto la parola "morte", i nostri bambini dovrebbero imparare a memoria e cantare una roba del genere??
Allora mandiamo a casa di tutti i bambini una confezione patriottica con il cd dell'inno cantato da Bocelli e un mitra giocattolo (con la partecipazione di: comprensorio industriale di Brescia), già che ci siamo.
O meglio, mettiamo il bollino rosso prima che parta l'inno in mondovisione.
Anzi a leggere meglio questo verso il concetto è ancora più subdolo.
Non dice "uniamoci tutti, difendiamo la nostra patria, e poi, se c'è da rischiare la vita la si rischia", no.
Che al limite pu? sembrare anche sensato perchè prevede comunque un'istanza che parte dal popolo (come l'inno francese in fondo).
Dice invece "Tu non ti preoccupare dei perchè e percome, quando l'entità definita I-T-A-L-I-A chiamerà tieniti pronto a morire, senza discutere troppo".
Ma CHI rappresenta l'Italia? che fine fa chi non è d'accordo?
Cioè se un giorno un trafficante di armi si comprerà le elezioni, diventando Amministratore Unico dell'Italia e deciderà di chiamarci per fare la guerra io dovr? essere pronto a morire per lui??
Una imposizione dall'alto, una cambiale in bianco sulla nostra vita, come da classico Stato Padrone ottocentesco (non so perchè ma mi fa venire in mente i guerriglieri creduloni di Gladio).

Sembrano concetti moderni??
Sfido io che il 90% della gente non vi si riconosce più.
Per cui calciatori azzurri, una preghiera.
NON cantate le parole dell'Inno, vi prego, non ci copriamo di ridicolo.
Piuttosto balliamolo, o mimiamolo.
Potrebbe diventare la moda dell'estate.




posted by Ezekiel 25:17

7.6.02
ho sbagliato.
e ora è inutile dilaniarsi che è l'unica fottuta volta che l'ho fatto in vita mia...
soffro che lei soffra, lei che mi ha dato tanto finora, a cui mi sono presto accorto di volere cos? bene.
ogni volta che ci penso è una pugnalata.
e sarà cos? per sempre.
si pu? amare e sbagliare?

ormai nulla ha più senso.




posted by Ezekiel 25:17

3.6.02
Milano da bere? No grazie.
Quando mi trovo a Roma nel mio salotto di pietra del seicento, in una sera mite, a sorseggiare un liquido alcoolico e a riflettere non ho bisogno di mode artificiali o locali di tendenza, di must o di passaparola, di musica finta new metal e tatuaggi_per_caso, di pezzi cromati e tacchi alti, di compagnie numerose per colmare il vuoto e di gente figa che poi cos? figa non è.
Eppure c'è anche tutto questo ma non è essenziale, ecco la differenza.
Questioni di ritmi o di filosofia di vita.
Allo stesso modo di quando mi guardo un film in tutto relax nella mia sala cinema in riva al fiume, su un isolotto antico quanto la storia.
O sul mare, dietro le dune di sabbia.

Ma anche per le strade di un quartiere popolare ti senti parte di un set personale, dentro una storia con risvolti profondi.
Mai di un fotoromanzo patinato prodotto da qualche azienda del gruppo Berlusconi o di un serial giovanil-chic della HBO.
Capacità critica? Forse ambiente critico, perchè ne ha vista di acqua passare sotto i ponti e barbari con i piercing al naso...
Capelli rosso-fluo e basiliche millenarie, internet e marmo scolpito nelle strade, palazzi storici cablati, moda s? ma nulla più che un contorno alla città e webdesigner che invece escono, escono eccome e inventano un layout in un parco sull'appia antica.

Adoro i quartieri popolari, le crepe sui muri, i colori vecchi e spaiati, le persiane verdi consumate dal vento, l'odore acre dei gatti.
Ancora di più quelli di origine operaia, ordinati e dignitosi, ex fabbriche, edifici industriali in ferro.
Roma, ma anche Milano, da NON bere; da leggere.

Brunch? Non so che cazzo sia.
Io conosco il "colapranzo", lo faccio fin da quando gli attuali yuppie-col-tatuaggio dei navigli si scambiavano le merendine a scuola.
Colapranzo di ieri:
Latte, plum cake, yogurt alla frutta biologico, prosciutto crudo, salame, mozzarella, pomodori del mercato rionale, formaggio, aranciata Transfair del commercio equo e solidale, parmigiano reggiano (NON grana padano), crostini, patate al vapore, frutta (pesche, albicocche, fragole), partita dei mondiali in tv, clima estivo e una città unica.




posted by Ezekiel 25:17

18.5.02
La casa era giusto al confine tra il vento e la sete, un posto abitato da fate e da poche altre forme di vita ugualmente concrete.
Vicino all'incrocio di un paio di strade sterrate che senza motivo apparente si incontrano e poi, disperate, ripartono tristi, cos? come sono arrivate.
Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute se poi sono state abitate, qualcuno che fermo all'incrocio pens? "aspettiamo che arrivi l'estate".
L'estate da noi non è mica un periodo felice, che il caldo ti toglie la pace, la polvere copre ogni cosa e ti spezza la voce, l'odore di verze marcite.
La gente che passa ci guarda e prosegue veloce.
Ci osserva e prosegue veloce, magari saluta, ma sempre prosegue veloce.
Se almeno si vedesse l'autostrada ci porterebbe senz'altro via di qua, oppure proseguire ovunque vada, meglio...meglio che qua.
La chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce e forse un po' più di vernice ed un'unica luce fornita da fiaccole appese imbevute di pece.
Fu l? che la vidi, a braccetto col prete, era il 5 di aprile e tirava una brezza che dava un colore alla quiete e profumo di pane alle olive.
Lei pure mi vide e forse sorrise, non sono sicuro, ma forse davvero sorrise perchè all'improvviso fu molto più forte l'odore del pane alle olive.

A volte succede qualcosa di dolce e fatale come svegliarsi e trovare la neve o come quel giorno che lei mi sorrise, ma senza voltarsi e fuggire.
Vederla venirmi vicino fu quasi morire, trovare per caso il destino e non sapere che dire ma invece fu lei a parlare: "mi piace guardare la faccia nascosta del sole, vedere che in fondo si muove, dormire distesa su un letto di viole".
Mi disse "e a te cosa piace?".
"Mi piace sentire la forza di un'ala che si apre volare lontano, sentirmi rapace, capace di dirti ti amo, aspettiamola insieme l'estate"
E intanto volevo sparire pensando alle cose che avevo da offrire: l'incrocio, la casa, la chiesa, la croce...
Ed in più lo spettacolo atroce di tutta la gente che passa, ci guarda e prosegue veloce; ci osserva e prosegue veloce, magari sorride, ma sempre prosegue veloce...
D.S.




posted by Ezekiel 25:17

25.4.02
"Le Donne Moderne sono abituate fin da piccole ad avere a disposizione molteplici scelte: fare l'astronauta, l'avvocato, diventare mamma, una giornalista, un'artista o il CEO di una multinazionale.
Cos?, da adulte, anche con gli uomini.
Ma proprio questo le porta spesso all'incapacità di scegliere, per non precludersi tutto il resto.
Viziate, da tante possibilità.
E' come avere davanti un menù ricchissimo con piatti tutti deliziosi e non voler mai sceglierne uno per rinunciare agli altri."

Centro, Jenny.
Ed io come Uomo Moderno, la controparte maschile, sono nel menù.

"bonsoir, cosa le servo?"

"cosa mi consiglia?"

"abbiamo a scelta: un'indipendenza economica (7.00€), realizzazione nel lavoro facendosi un culo cos? (7.50€), il successo meritato (15.00€), una serie di amici affettuosi e fedeli sempre vicini nel momento del bisogno (8.45€), un figlio (10.00€), un uomo dolce che ti sa dare qualcosa in più (4.80€), uno che ti sappia capire al volo senza parlarti (5.00€), uno disposto a darti tutto senza chiedere nulla (5.20€), una casa tutta tua (7.40€), una macchina tutta tua (6.80€), sesso sfrenato quando ti va (5.50€), amiche per serate in goliardia (5.75€), viaggi (5.15€), un matrimonio e una famiglia (6.50€), tutto il tempo per sè stesse (7.90€)...ora cosa le servo?"

"....mi porti un caffè..."


Meglio avere la pancia vuota (o poco piena) e continuare a lungo a pensare di poter ordinare qualsiasi altra cosa.
Meglio non scegliere e continuare a poter avere tutto, meglio scappare.
Soprattutto quando il piatto è particolarmente prelibato, quando la tessera del puzzle sembra potersi incastrare bene (e quindi definitivamente).
Sembra quello che facevano gli uomini poco tempo fa...
Con gli istinti che sono sempre gli stessi e non si possono sopprimere, contraddizioni.




posted by Ezekiel 25:17

20.4.02
Decine di mani che cercano quasi di toccare il soffitto di legno, ragazzi e ragazze sudati ma felici.
Dentro vibrano gli U2 i can't live with or without you, come ai vecchi tempi.
Tutto è legno.
Dietro di me spingo una porta, una scala di ferro ripida va su, salgo, salgo.
Sono sul fiume.
Scorre, lento, ma la barca è ferma nella notte.
Quasi sotto un ponte di ferro dove lampeggiano i fari delle auto, davanti a un groviglio industriale ora disattivo, una gru portuale.
E poi lui, imponente e leggero, disegnato con un tratto veloce di penna, come avrebbe fatto monsieur Eiffel, il gazometro.
E il tutto nella penombra della notte assume un aspetto magico, calmo, evidente.
Forse è questo il destino dei luoghi dove gli uomini hanno sudato, sofferto, sperato, alacremente: monito del passato e culla del futuro.
Come se fosse necessario avvolgersi di carbone e ferro per mettere i piedi sulle fibre ottiche.
Ma in silenzio, con calma e la solitudine della notte.
Una barca che naviga rimanendo dov'è, forse naviga nel tempo, o nei nostri sentimenti.
E il viaggio mi ricorda altri mille viaggi su una barca, pieni di pensieri, speranze e sensazioni.
Col profumo di sale e la solitudine del mare aperto, dove l'uomo ritrova sè stesso, un puntino sperduto nell'universo.
Dove il superfluo diventa relativo e la mente si schiarisce con la brezza.
Cerco quel profumo, sul ferro, ma non lo trovo.
Ma trovo un viaggio dentro di me, in un luogo che non è mai cambiato.
Sento una voce dietro raccontare che, s?, nel gazometro c'era una grande bolla per misurare il livello del gas ma lui non l'ha mai vista.
Io me la ricordo, sono già cos? vecchio?
Per? non capisco perchè non riesco mai a mostrare i luoghi del mio mondo alle persone che amo.
Deve essere il destino, che preserva un segreto tra me e la mia città.




posted by Ezekiel 25:17

15.4.02
Back from X-Media3.
Beh che dire, un evento strepitoso, unico in Italia e di livello internazionale, sostenuto da un gruppo, Mirko, Iliana, Laura, Marco, Diletta, Serena, Stefano, Jacopo, Alessia, Veronica, Daniele (e mi scuso con chi ho dimenticato)....ma che siete supermen?
Anzi, lo so, siete X-Men, incrollabili, entusiasti, umani.
In grado di organizzare per quattro.
Che riuscite a passare dall'analisi del design della comunicazione all'ottimo vino davanti a un piatto di sformato, in uno stesso progetto.

A tutte le entità che hanno snobbato volontariamente l'evento: non sapete cosa vi siete persi.
A chi ha remato contro: non ce l'avete fatta.
Anzi non ce la farete mai, perchè questo è il futuro e voi siete il passato.

Ho conosciuto personaggi incredibili, non mi sarei mai sognato di ritrovarmi a parlare con un certo Arthur Kroker condividendo le mie paranoie preferite, De Kerchkove, John Warwicker, Matt Checowsky....non cito tutti.
Emozioni, un gruppo di visionari, artisti, filosofi, e designer nemmeno uno mi ha deluso, anzi mi hanno esaltato tutti.
Qualcosa che ti fa sentire meno solo, e pieno di speranza, quando ripensi ai gretti e ai miopi che ti relegherebbero volentieri in un "centro studi".
E non avrei mai creduto che qualcuno si potesse scomodare fino dall'Austria per venirmi a conoscere, è bellissimo, è umano, c'è dell'energia dentro e la sensazione che la terra è ancora viva.
Non mollare, non moller?.

Rivedere Daniele Tabellini farsi 2 fettuccine al cinghiale e divertirsi per il suo intervento (lezione appresa: cercare sempre di non annoiare il pubblico), conoscere Loana e Antonio, davvero concreti e bravi, portando avanti sogni e realtà, conoscere i simpatici e attivissimi Cristiano e Nicola di 1000ASA, Max Boschini e Lanfree finalmente, un vulcano mai sopito, viaggiando in autostrada mentre Q lavora alla solita luce dei fosfori verdi.
Una esperienza stupenda.

E Rillo, ancora meglio di quanto potessi già immaginare di buono.
Se esistesse un misuratore di positività con lui andrebbe fuori scala.
Unico.

Infine pizietta, grande, grandissima.
Avevo le gomme a terra ed ero fuori strada.
Le hai rigonfiate e hai guidato fino alla strada.
Poche persone hanno il coraggio di farlo, con questo buffo e impacciato maggiolino, non è un caso.
Sei su un altro livello.

Se è vero che ogni giorno che passa ci cambia un p? (non siamo mai uguali a noi stessi) dopo questi giorni mi sento un po' diverso.
In fase di rinascita e, spero, migliore.




posted by Ezekiel 25:17

4.4.02
L'ultima sigaretta.
La giacca appesa a un dito, la camicia aperta e la cravatta slacciata.
Fra un p? finirà il carburante.
Appesa al muro ho una lista di cose da fare, come se tutto potesse durare per sempre, come se allineare pedine in fila indiana facesse arrivare da qualche parte.
Fumo sospeso nella penombra.
E' che non ho più l'energia, come risucchiata da tutto e da tutti, senza possibilità di rigenerarsi.
Seguito come un vivente in una città di vampiri, marchiato a fuoco da quella misteriosa energia che tutti vogliono per sè.
Morso e risucchiato, una volta, un'altra, ancora, ancora, di nuovo giù con i segni sul collo, rialzarsi ancora in un vicolo umido dopo l'aggressione, chiedendosi quante volte ancora.
Dietro le veneziane filtra il neon dell'insegna.
E io che pensavo che il mondo fosse dei belli e dei buoni (kalos kai agatos), invece queste rarità servono solo ad alimentare la vita degli altri.
L'aria fresca della notte mi attraversa dalla porta aperta della terrazza.
Muoversi ormai solo per inerzia, come un treno spento che poteva arrivare lontano ma che è ancora poco fuori la stazione, perchè tutti hanno prenotato il posto ma nessun passeggero è mai voluto salire.
E ormai non interessa più il perchè.
Rimane solo l'impossibilità di piantare paletti, legarsi in cordata, perchè sei troppo diverso, spesso la cordata sei tu e basta, e anche se c'è un passante lo devi trascinare, e scalare scalare...
Non c'è più l'energia, non c'è più il carburante.
La strada giù sembra finta.
Anche se in queste folli imprese hai toccato cime che altri in cordate formato famiglia ancora non vedono.
E sembra che potresti arrivare da qualunque parte, ma è un'illusione.
Perchè ci vuole sempre più energia.
Forse hanno ragione a non salire, perchè questo treno che ha viaggiato tanto a vuoto si sta fermando.

Il suo corpo sibil? nell'aria, veloce.
La camicia bianca scossa come una bandiera e il palazzo che si allontanava.
Attorno solo silenzio, per attimi interminabili...e pace.
(continua?)




posted by Ezekiel 25:17

2.4.02
Ieri ho aperto il frigo e ho visto un salame e un galbanino (formaggio affusolato n.d.r.).
Mica male come inizio di un post...
Per? c'era qualcosa di strano: erano delle stesse dimensioni, il salame era dentro la confezione del formaggio e questo era in quella del salame.
Scambiati.
Perfettamente incartati e tagliati fino alla stessa lunghezza.
Curioso.
Cos? evidente che non ci si poteva sbagliare..
Forse era un segno.
Allora mi sono deciso, li ho presi entrambi, scartati e messi sulla tavola.
Con un coltello li ho tagliati.
E l? si vedeva tutta la differenza, pur tagliando fette identiche.
Il formaggio morbido, cedevole; il salame compatto, sodo.
Profumi diversi, sapori diversi, colori diversi.
Ma, riecco, entrambi con una buccia da togliere.
Tutto ha un senso....




posted by Ezekiel 25:17

13.3.02
E' sabato notte a casa della pizia e succede qualcosa di surreale.
Q è seduto al centro del divano, proprio davanti alla tv, nella penombra delle candele e dei fosfori video.
Col telecomando in mano salta velocemente da un canale all'altro.
Finchè non si ferma, con la bocca aperta.
Sullo schermo c'è Q seduto al centro del divano, proprio davanti alla tv, nella penombra delle candele e dei fosfori video.
E' fermo col telecomando in mano, dopo aver saltato velocemente da un canale all'altro e ci guarda a bocca aperta.
Philip Dick aveva ragione.
(pillole di PiziaParty)




posted by Ezekiel 25:17

18.2.02
Come la verità è nel silenzio
la forza è nella quiete




posted by Ezekiel 25:17

11.2.02
Il sequel del post precedente: l'era del decesso.
Se sei ancora uno dei vivi, se esisti ancora sappi che tutto questo non è ineluttabile.
Rimanere vivi non significa rifiutare.
Non c'è nulla da rifiutare, dovresti rifiutare tutto.
Ma la partita non si gioca più in questo campo da gioco.
Non si gioca nemmeno su un altro campo, nemmeno in un'altra serie.
Si tratta di un altro sport.
Hanno cambiato sport a nostra insaputa.

noglobal non so cosa significhi, e' un'invenzione giornalistica, tutti vorremmo essere globalizzati in tutto, essere in contatto col resto del pianeta e col nostro vicino di casa.
Invece globalizzano la nostra dipendenza e localizzano la nostra visione del mondo, gli piaciamo di più cos?.
Non siamo dentro una Matrix, non devi strapparti il cavetto per rendertene conto.
Comprati le scarpe alla moda, apprezza il loro stile, vestiti di tendenza, riempiti di marchietti qui e là.
Ma rimani vivo.
Non ti opporre agli stream, fatti attraversare come le nuvole dal vento.
Se le rivoluzioni del 20mo secolo si sono svolte nelle strade e nelle piazze probabilmente le rivoluzioni del 21mo secolo si combatteranno dentro di noi.




posted by Ezekiel 25:17

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